March 27, 2019 / 3:57 PM / 9 months ago

Csc e Prometeia vedono Pil fermo in 2019, conti pubblici sotto pressione

ROMA (Reuters) - L’economia italiana ristagna nel 2019, secondo due importanti centri di previsione economica; la Banca d’Italia dice che la recessione è proseguita anche a inizio anno, mentre il governo sta lavorando a nuovi target per crescita e conti pubblici.

Le ultime stime di Confindustria e di Prometeia sottolineano il difficile compito a cui è chiamato il governo, che sta preparando la cornice per la legge di bilancio per il 2020.

Il Centro studi degli industriali (Csc) dice che il Pil sarà quest’anno a crescita nulla, tagliando la stima di +0,9% fatta in ottobre, mentre Prometeia prevede una crescita marginale dello 0,1%, confermando una revisione di febbraio che aveva aggiornato la precedente stima di dicembre di 0,5%.

“Nel 2019 la domanda interna risulterà praticamente ferma e una recessione potrà essere evitata solo grazie all’espansione, non brillante, della domanda estera”, dice Confindustria nel suo rapporto.

L’Italia è finita in recessione nel corso della seconda metà dello scorso anno, con il Pil in caduta dello 0,1% sia nel terzo sia nel quarto trimestre. Questo impatta sull’effetto di trascinamento sul 2019 e rende decisamente ottimistiche le previsioni ufficiali di una crescita del Pil 2019 pari all’1%.

Il Tesoro nelle sue ultime proiezioni vede una crescita residuale allo 0,1% basata su uno scenario a politiche invariate, ha detto a Reuters una fonte. [nL8N21D2PC]

La coalizione giallo-verde sta però preparando un pacchetto di nuove misure che puntano a spingere l’attività economica. Il cosiddetto decreto crescita dovrebbe vedere la luce entro la prossima settimana.

Il governo sta valutando quanto dovrà tagliare nelle previsioni di crescita nel Def che dovrà presentare entro il 10 aprile.

La decisione sarà importante per i conti pubblici, dato che una più bassa crescita riduce le entrate fiscali e fa crescere il rapporto di deficit e debito in relazione al prodotto.

Il target di deficit/Pil 2019 del 2%, fissato a dicembre dopo una lunga trattativa con la Commissione europea, appare oggi già irrealistico.

Confindustria prevede un 2,6%, che sarebbe un aumento dal 2,1 del 2018.

Il debito al 132% del Pil, che è il secondo maggiore dell’area euro dopo quello della Grecia, appare anche destinato a salire quest’anno, anziché scendere come da programma.

Il governo insiste nel non voler adottare misure di austerità, ritenendo che sarebbero controproduttive in una fase di debolezza economica. Ritiene che la recessione sia da ascrivere al precedente governo di centro-sinistra e al rallentamento internazionale, e sottolinea alcuni recenti dati incoraggianti come segnali che una modesta crescita possa manifestarsi.

Il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco è stato però meno ottimista oggi, dicendo che il calo del Pil è probabilmente proseguito all’inizio di quest’anno.

Prometeia stima che il Pil del primo trimestre sia fermo su base trimestrale, vedendo la fine di una recessione non profonda e una fase di graduale ripresa nei mesi seguenti.

Il governo potrebbe alzare quest’anno il target di deficit al 2,3% del Pil, secondo il Il Sole 24 Ore.

— Hanno contribuito Francesca Piscioneri, Stefano Bernabei

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