March 27, 2019 / 10:46 AM / 2 months ago

Parmalat, Tar del Lazio dice no a Citibank, via libera a delisting

MILANO (Reuters) - Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di Citibank di confermare il provvedimento con cui il 5 marzo scorso aveva congelato il delisting di Parmalat. Viene quindi meno l’ultimo ostacolo alla revoca della società dalle negoziazioni di Borsa.

In un’ordinanza pubblicata oggi i giudici della Seconda sezione quater hanno accolto le ragioni dei legali di Sofil e di Consob, che consideravano già esaurito l’effetto dei provvedimenti con cui, rispettivamente, la commissione aveva autorizzato gli azionisti di minoranza a vendere a Sofil e Borsa Italiana aveva dato esecuzione al delisting.

“La tutela in forma specifica nella presente sede cautelare” — si legge nell’ordinanza — “è di fatto preclusa dall’avvenuto perfezionamento delle formalità di cui all’articolo 111, comma 3 del TUF e dal successivo delisting che, per quanto interessa nella presente fase del giudizio e a prescindere da ogni ulteriore profilo, non appare direttamente e immediatamente reversibile e comporta comunque la sopravvenuta inapplicabilità del regime di vigilanza proprio delle società quotate”.

Per i giudici del Tar non ci sono i requisiti del “pregiudizio grave e irreparabile” e della “estrema gravità e urgenza” per confermare la misura cautelare.

In particolare i giudici scrivono che “non è possibile rilevare con sufficiente certezza la sussistenza dei ‘profili di fondatezza del ricorso’” e che “alla stregua della sommaria cognizione propria della sede cautelare, l’operato della Consob appare immune dai dedotti vizi di legittimità, essendosi esplicato nei limiti della garanzia della chiarezza e completezza delle informazioni pubblicate e della loro idoneità a ‘consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio sull’offerta’”.

Lo scorso 3 dicembre Sofil, veicolo del gruppo Lactalis, ha acquistato ai blocchi il 6,175% di Parmalat salendo al 95,8% e quindi superando la soglia del 90%. La società francese ha successivamente dato corso alla procedura di squeeze-out delle azioni restanti con l’obiettivo di revocare il titolo dalla quotazione.

Il ricorso di Citibank era stato depositato in via d’urgenza il 4 marzo e chiedeva la sospensione delle delibere Consob e di Borsa Italiana del 16 e 31 gennaio, ossia quelle che hanno dato il via libera alla procedura di delisting della società.

Citibank ha in corso un procedimento giudiziario per ottenere da Parmalat un risarcimento di 345 milioni di euro che l’azienda di Collecchio dovrebbe liquidare emettendo nuove azioni in favore della banca americana.

A tale riguardo i giudici del Tar del Lazio scrivono che “la posizione creditoria fatta valere dalla società ricorrente (per quanto possa rilevare quale presupposto della situazione giuridica azionata in questa sede) è comunque ancora sub judice, essendo pendente il giudizio sul ricorso per cassazione proposto avverso l’ordinanza della Corte d’Appello di Bologna 29 agosto 2014 n. 3911, con la quale è stata dichiarata efficace nella Repubblica Italiana la sentenza della Superior Court of New Jersey del 27 ottobre 2008”.

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