February 5, 2019 / 5:46 PM / 5 months ago

Intesa, utile 2018 migliore in oltre 10 anni, anticipo un anno target Npe

MILANO (Reuters) - Nonostante un quarto trimestre difficile, Intesa Sanpaolo archivia il 2018 con il miglior utile netto dal 2007 e promette per l’anno in corso un risultato ancora più alto confermando anche il target di distribuzione di dividendi cash con un payout dell’80% per il 2019.

“Siamo molto fieri della nostra performance. Continuiamo a rispettare i nostri obiettivi malgrado uno scenario difficile”, ha commentato il Ceo Carlo Messina in conference call.

L’utile netto del 2018 si è attestato a 4,015 miliardi di euro in crescita rispetto al risultato netto normalizzato del 2017 (cioè calcolato senza il contributo pubblico per l’acquisizione di alcuni asset di Popolare Vicenza e Veneto Banca) pari a 3,8 miliardi, in linea con il target più volte dichiarato da Messina.

Il dato 2018 incorpora la plusvalenza di 443 milioni legata alla partnership sui crediti deteriorati con Intrum Justitia. Tuttavia la promessa di un utile 2019 ancora superiore può essere mantenuta anche senza poste straordinarie, ha dichiarato Messina.

Tengono i ricavi 2018 (+0,2% a 17,9 miliardi) con un contributo positivo dell’utile da attività e passività finanziarie (a 1,61 miliardi da 1,39 miliardi), mentre scendono interessi netti (-2,2%) e commissioni (-2,1%). Tuttavia il calo è più marcato se calcolato sul solo quarto trimestre: -5,7% per gli interessi netti e -1,8% per le commissioni rispetto ai tre mesi precedenti (-9% per le commissioni su base annua).

Proprio sulla dinamica del margine di interesse si è concentrato il mercato nell’immediato: il titolo, subito dopo i conti, ha ridotto i guadagni riuscendo tuttavia a mantenere un rialzo dell’1,59% a 1,9928 euro, di fatto in linea con la media dei bancari, grazie alla riconosciuta solidità patrimoniale e al mantenimento delle promesse su utili e dividendi.

In conference call Messina ha rassicurato gli analisti dichiarando di aspettarsi un rimbalzo degli interessi netti nel 2019 grazie, tra le altre cose, alla significativa riduzione attesa sul costo del funding e alla crescita dei volumi, soprattutto nel Corporate & Investment Banking.

Dal punto di vista patrimoniale il Cet1 proforma a regime è al 13,6%, quello transitional al 13,5% ma scenderebbe al 12% se si escludesse la mitigazione dell’impatto dell’Ifrs9 e al 12,5% con il Danish Compromise per il quale è stato avviato il processo di riconoscimento.

Sul fronte dei crediti deteriorati, la banca ha già realizzato oltre il 60% del target di riduzione fissato al 2021 nel piano d’impresa presentato lo scorso febbraio e conta di anticipare l’obiettivo finale di un anno. A fine 2018 l’Npe ratio lordo è all’8,8% contro l’obiettivo atteso per il 2021 del 6%. Lo stock è di 36,5 miliardi contro il target 2021 di 26,4 miliardi. Nel quarto trimestre i flussi di deteriorati lordi da crediti in bonis sono stati pari a 800 milioni (zero se calcolati al netto).

Il Cda ha deliberato al distribuzione di dividendi cash per 3,449 miliardi, in crescita rispetto ai 3,419 miliardi del 2017 e in linea con il target dichiarato di un payout dell’85%. La cedola per azione scende a 0,197 euro da 0,203.

La banca si conferma “acceleratore della crescita dell’economia reale in Italia” con circa 50 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese nel 2018 con circa 20 mila aziende riportate in bonis e 100 mila posti di lavoro preservati.

(Gianluca Semeraro)

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