February 1, 2019 / 7:16 AM / 2 months ago

Borse Asia-Pacifico piatte, deludono dati Cina

1 febbraio(Reuters) - Le borse dell’area Asia-Pacifico ritracciano oggi dai massimi da quattro mesi, dopo la delusione provocata da un’indagine sull’attività industriale cinese, che ha offuscato l’ottimismo sulle prospettive del negoziato Cina-Usa sul commercio.

Tokyo, il tabellone elettronico di un brokerage con l'andamento dei titoli di borsa, il 7 gennai 2019. REUTERS/Kim Kyung-Hoon

** Il dollaro australiano, cartina di tornasole del sentiment degli investitori nei confronti della Cina, ha perso lo 0,5% dopo che l’indice Caixin/Markit index sulla manifattura ha toccato i minimi da febbraio 2016.

** TOKYO ha chiuso in lieve incremento, +0,07%, dopo aver toccato i massimi da metà dicembre. Male i titoli di Nintendo (-9%), dopo aver ridotto le previsioni annuali per la sua consolle Switch, e Nomura Holdings (-4%), che ha annunciato una revisione del business dopo aver registrato la maggiore perdita trimestrale in quasi 10 anni.

** SYDNEY praticamente piatta: i guadagni dei titoli minerari, grazie ai prezzi delle commodity, e la rinnovata fiducia nei negoziati Cina-Usa non sono riusciti a offuscare le perdite nel comparto energetico e in quello finanziario.

** Alla vigilia della lunga festività del Capodanno Lunare, SHANGHAI è in rialzo di oltre l’1% dopo che Pechino e Washington hanno annunciato progressi nei negoziati commerciali, mentre HONG KONG è in calo. TAIWAN ha chiuso piatta anche oggi.

** SEUL in lieve calo, mentre MUMBAI guadagna lo 0,3% e SINGAPORE è in lievissimo calo.

** La delegazione cinese che partecipa alla trattativa con gli Usa sul commercio ha parlato di “importanti progressi”. Ma gli Stati Uniti hanno ricordato che la svolta al negoziato deve arrivare entro il 1 marzo, altrimenti dall’indomani scatterà il raddoppio dei dazi sui beni cinesi.

** “Gli analisti rimangono in gran parte profondamente scettici che un vero accordo sul commercio si possa ottenere in questo limite temporale”, dicono in una nota gli economisti di Commonwealth Bank of Australia. Anche se aggiungono di essere “meno pesismisti” dato che i negoziati vengono condotti da figure politiche importanti e non da burocrati.

** L’oro è arrivato vicino ai massimi da nove mesi, dopo il ribasso dei rendimenti sui bond e le previsioni di un indebolimento del dollaro. I prezzi del petrolio salgono, con i futures sul greggio Usa a 53,8 dollari al barile e quelli sul Brent a quasi 60,7.

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