January 30, 2019 / 3:22 PM / 6 months ago

Popolari, Sforza Fogliani: si studia sistema garanzie, governo non preme per M&A

MILANO (Reuters) - Le banche popolari incontreranno il 7 febbraio rappresentanti della Banca d’Italia per valutare l’introduzione di un sistema di tutele istituzionali (Isp) nel settore, con l’obiettivo di fornire strumenti di garanzia reciproca e salvaguardando l’autonomia dei singoli istituti.

Lo ha detto in un’intervista a Reuters Corrado Sforza Fogliani, presidente di Assopopolari.

“Si tratta di forme di garanzia reciproca che possono prestarsi due o eventualmente più banche, e il cui contenuto viene determinato dalla parti al momento della sottoscrizione dell’accordo nella loro totale indipendenza”, spiega Sforza Fogliani a proposito del tema dell’incontro che avrà un carattere tecnico.

“Funziona in Germania ed è stato raccomandato dal governatore della Banca d’Italia [Ignazio Visco] nelle sulle ultime considerazioni finali”, ricorda il banchiere che è anche presidente della Banca di Piacenza.

Visco aveva sottolineato il beneficio che le piccole banche popolari possono ottenere da un meccanismo di ‘protezione istituzionale’ in caso di difficoltà con vantaggi in termini patrimoniali.

Secondo Sforza Fogliani l’introduzione del sistema di tutela istituzionale non preluderebbe all’avvio di operazioni di aggregazioni all’interno del settore delle popolari.

A questo proposito, il presidente di Assopopolari definisce “fumo, totalmente inventata” l’ipotesi di una possibile combinazione tra banche popolari del Sud che vede coinvolta in primo luogo popolare di Bari. [nL8N1ZN18B]

“In realtà non c’è nessuno avvio di alcun progetto”, dice.

Sul tema aggregazioni Sforza Fogliani non vede d’altronde alcuna pressione da parte del governo per la formazioni di aggregazioni o la creazioni di poli tra le popolari, sia livello associativo sia di singole banche.

“Semmai le attuali formazioni governative sono favorevoli al mantenimento delle banche del territorio”, dice.

Il meccanismo Isp servirebbbe come sostegno reciproco in caso di esigenze patrimoniali o di liquidità tra gli aderenti e scatterebbe solo quando l’accordo lo prevede, “lasciando le singole banche totalmente indipendenti”.

La soluzione differisce da quella adottata per il settore delle Bcc con la riforma. Lì formazione dei gruppi è basata su un contratto di coesione che “condiziona le scelte gestionali delle singole banche aderenti alle holding”.

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