November 21, 2018 / 9:34 AM / 21 days ago

Btp Italia sotto attese, Iacovoni: Tesoro studia nuovi strumenti per retail

MILANO (Reuters) - Per il ministero dell’Economia la domanda per il Btp Italia nei primi due giorni di offerta è stata sotto le aspettative a causa di un contesto di mercato caratterizzato dalla volatilità.

Lo spiega Davide Iacovoni, direttore generale del Tesoro per la gestione del debito pubblico.

“Sinora l’esito del collocamento è inferiore alle attese. Il contesto di maggiore volatilità ha pesato sul Btp Italia come sugli altri titoli di Stato” dice l’alto dirigente del Tesoro a Reuters. Dopo due giorni gli ordini sono pari a 720 milioni contro i 3,7 miliardi registrati dopo due giorni dell’emissione del Btp Italia di maggio.

Nonostante la scadenza più breve (4 anni dagli 8 precedenti) a richiedere il Btp Italia, tra il pubblico retail, si sono ripresentati solo i piccoli risparmiatori, come dimostra il crollo dell’importo medio richiesto a 30.000 euro rispetto al minimo di 55.000 medi toccato nelle precedenti emissioni, spiega Iacovoni.

“C’è stata una reazione soprattutto di quella parte di investitori più facoltosi che si avvalgono di gestioni patrimoniali e del private banking che hanno tenuto un comportamento più prudente, dato il contesto di volatilità del mercato” aggiunge.

Il Tesoro conferma, comunque, l’intenzione di continuare ad offrire il Btp Italia, che in passato ha riscosso molto successo tanto da spingere via XX Settembre a tagliare gli ordini degli investitori professionali.

Accanto a questo gli esperti del ministero stanno valutando la possibilità di introdurre nuovi strumenti per il retail, che hanno in portafoglio soltanto il 5% dello stock dei titoli di Stato. “La quota è destinata fisiologicamente ad aumentare con la risalita dei tassi, ma c’è una riflessione in corso al Tesoro su strumenti ad hoc per aumentare la partecipazione del retail” anticipa Iacovoni, specificano che “il Tesoro è estraneo a iniziative diverse, come i Cir (conti individuali di risparmio), che non hanno avuto seguito ma sembravano prevedere un incentivo fiscale con un aggravio significativo per l’Erario”.

Il rischio sarebbe quello di “creare distorsioni nelle scelte degli investitori e mandare un segnale sbagliato alla comunità finanziaria internazionale”.

A proporre i Cir è stato in più occasioni il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Armando Siri.

VOLATILITA’ PESA PIU’ DI SPREAD

Davanti a un mercato che mette sotto pressione i Btp ormai da sei mesi, con poche soluzioni di continuità, Iacovoni sottolinea il pericolo legato alla volatilità giornaliera ancor più che ai livelli di spread e tassi.

“Per la gestione del debito la volatilità è ancora più importante del livello dello spread. La volatilità tiene lontani investitori ‘real money’ che, se l’incertezza si riducesse, sarebbero fortemente interessati dato il livello dei tassi” commenta.

“Purtroppo la volatilità non è sotto il nostro controllo, i flussi informativi al mercato sono continui anche per effetto della molteplicità degli strumenti di comunicazione” aggiunge.

Dopo le ‘dislocazioni’ sul mercato nei periodi di più alta volatilità, Iacovoni vede nell’attuale curva dei rendimenti dei Btp “una percezione del rischio fisiologica”.

Ieri lo spread di rendimento tra Btp a 2 e 10 anni era poco sotto i 230 punti base dopo la compressione del differenziale viste negli scorsi mesi.

Il Tesoro ha ormai archiviato le emissioni 2018, con il funding attualmente al 93/94% — “valuteremo se cancellare le aste di metà dicembre come abbiamo fatto altri anni” — e guarda a quelle del prossimo anno.

“Nel 2019 ci avvicineremo molto ai 400 miliardi, di cui 250/260 miliardi a medio-lungo termine” stima Iacovoni, ricordando i 200 miliardi di titoli a medio-lungo in scadenza e un fabbisogno statale stimato a 55-60 miliardi.

Sull’atteso ritorno alle emissioni in dollari il Tesoro è al lavoro da mesi. “Cercheremo di essere operativi il prossimo anno. A questo fine stiamo lavorando su una bozza di contratto — che contiamo di chiudere a breve — per accordi di collateralizzazione tesi a fornire la copertura per potenziali nuovi cross-currency swap” spiega il responsabile del Tesoro. “Per ritornare sul mercato del dollaro dovremo avere condizioni di mercato un po’ più stabili e una certa solidità di domanda”.

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