November 20, 2018 / 2:13 PM / 21 days ago

Banche, Abi: effetto spread dietro rialzo tassi finanziamento e nuovi bond

ROMA (Reuters) - Il rialzo dello spread tra decennali governativi italiani e tedeschi inizia a riflettersi sui tassi che le banche praticano ai clienti e sul costo che pagano per raccogliere attraverso obbligazioni, secondo l’ultimo rapporto dell’Abi.

La sede di una banca a Roma REUTERS/Alessandro Bianchi

Ad ottobre 2018 i dati Abi mostrano “un incremento dei tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento, risentendo dell’aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani”.

Il differenziale di rendimento tra titoli di Stato a 10 anni italiani e tedeschi è raddoppiato da maggio. Oggi è sopra 320 punti base.

Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,87% da 1,80% a settembre, mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è salito a 1,60% da 1,45% del mese precedente.

“Non si tratta di cambiamenti bruschi, ma dopo aver segnalato per mesi nuovi minimi storici ora si vede una inversione di questo trend che dovremo monitorare nei prossimi mesi”, ha detto il vice direttore generale dell’Abi Gianfranco Torriero, nel corso di una conference call per presentare il rapporto.

Il tasso più basso per l’acquisto di abitazioni era stato l’1,79% a luglio scorso mentre per le imprese il minimo era stato toccato a gennaio con l’1,42%, spiega Abi.

Effetti dell’aumentato spread sono anche nei rendimenti pagati dalle banche per raccogliere emettendo nuove obbligazioni.

“Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni è risultato in sensibile aumento nel corso degli ultimi mesi, risentendo dell’aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani, toccando a settembre 2018 un valore pari a 1,71% rispetto al valore minimo di 0,56% registrato a maggio 2018”, dice il rapporto.

Torriero dice che il dato “dà idea della reattività alle nuove condizioni di mercato per i costi della raccolta bancaria”, pur riconoscendo che i quantitativi di nuove obbligazioni emessi dalle banche “sono contenuti”.

Per il resto il rapporto di ottobre conferma la crescita su base annua degli impieghi a famiglie e imprese e la prosecuzione del miglioramento della qualità del credito.

In particolare le sofferenze nette di settembre (cioè al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati) si sono attestate a 39,8 miliardi di euro, sotto i 40,5 miliardi del mese precedente e in calo di 47 miliardi rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi).

“In 21 mesi si sono quindi ridotte di oltre il 54%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 49 miliardi, oltre il 55%”, dice Abi.

In rapporto agli impieghi, le sofferenze nette di settembre sono al 2,32% minimo da maggio 2011 quando erano al 2,30%.

Quanto agli impieghi, a fine ottobre i prestiti a famiglie e imprese sono cresciuti su base annua di +1,9% e si conferma la crescita del mercato dei mutui. A settembre l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,3% su base annua.

(Stefano Bernabei)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below