October 9, 2018 / 7:13 AM / a month ago

Italia, Fmi: con nuovo calo Btp rischio contagio e ritorno circolo vizioso debito-banche

MILANO (Reuters) - Un ulteriore calo delle quotazioni dei titoli di Stato potrebbe peggiorare la dinamica del debito italiano, con possibili ricadute anche su altri Paesi, innescando nuovamente il circolo vizioso tra debito sovrano e banche.

Il direttore dell'Fmi Christine Lagarde. REUTERS/Issei Kato

E’ l’avvertimento contenuto nel World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, che imputa il rallentamento della crescita dell’economia italiana al “deterioramento di fondo della domanda estera e interna, unito all’incertezza politica sull’agenda del nuovo governo” nato a maggio dall’accordo tra Movimento Cinque Stelle e Lega.

Le raccomandazioni del Fondo sono di segno opposto alla strada intrapresa dal nuovo esecutivo targato M5S-Lega, che ha promesso discontinuità nelle scelte di politica economica degli ultimi anni, vincolate alla disciplina dei conti pubblici prevista dalle regole di bilancio europee.

L’organismo di Washington, infatti, inserisce l’Italia —insieme a Francia e Spagna — tra i Paesi della zona euro con margini di bilancio limitati, che “dovrebbero usare la fase di crescita oltre il potenziale per ricostituire dei cuscinetti di sicurezza”, mentre il nuovo governo intende deviare dal percorso di riduzione del deficit strutturale.

Secondo il Fondo, inoltre, Roma dovrebbe “mantenere le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni”, che invece la maggioranza giallo-verde sta correggendo.

Nel documento con cui fornisce il nuovo quadro previsionale sulle principali economie mondiali, il Fmi precisa che le stime riguardanti l’Italia non incorporano la nota di aggiornamento al Documento di economia e Finanza presentata nei giorni scorsi, ma si basano sul quadro lasciato in eredità dal precedente governo e includono il disinnesco della clausola di salvaguardia sull’Iva l’anno prossimo.

Fatta questa premessa, il Fmi ha confermato una previsione di crescita di 1,2% per il 2018 e di 1% nel 2019, in linea alle stime fornite in luglio che evidenziavano un peggioramento rispetto alle proiezioni di aprile, che indicavano un Pil in crescita di 1,5% quest’anno di 1,1% il prossimo.

Il governo ritiene invece che l’anno prossimo l’economia crescerà al ritmo di 1,5%, grazie alle misure di stimolo alla domanda interna che saranno incluse nella prossima legge di bilancio (reddito di cittadinanza, riduzione tasse per partite Iva, investimenti), previsione giudicata ottimistica da molti addetti ai lavori.

Per quanto riguarda i conti pubblici, il Fmi ipotizza un deficit/Pil a 1,7% sia nel 2018 che nel 2019 contro 1,6% e 0,9% previsti ad aprile, proiettando dunque un livello di disavanzo inferiore rispetto a quello inserito nel nuovo quadro macro-finanziario del governo, che ha fissato un target di 2,4% per l’anno prossimo (un decimo più alto rispetto al disavanzo 2017) e di 2,1% per il 2019.

I nuovi target dell’esecutivo deviano dal percorso di riduzione concordato con l’Unione europea, che ha già manifestato le proprie perplessità in merito, mentre i mercati finanziari hanno spinto i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni oltre il 3,6%, ai massimi da febbraio 2014.

Il quadro preso in considerazione dal Fmi porterebbe il debito al 130,3% del Pil quest’anno e a 128,7% il prossimo (129,7% e 127,5% le proiezioni di aprile), mentre per il governo tale rapporto scenderebbe a 130,9% quest’anno e a 130% il prossimo da 131,2% del 2017.

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