October 5, 2018 / 7:33 AM / 2 months ago

BTP sotto pressione dopo NaDef su pochi scambi, brevi fanno peggio

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

MILANO (Reuters) - MILANO, 5 ottobre (Reuters) - Il secondario italiano appare sotto pressione, su scambi che comunque restano contenuti, all’indomani della pubblicazione della Nota di aggiornamento al Def, con la quale si sono rivisti gli obiettivi di crescita e di finanza pubblica. Dopo un avvio in lieve calo, su nuovi flussi di vendita si è vista un’accelerazione al ribasso.

** “In un contesto di calo, i brevi fanno peggio” dice un trader. Sulla curva dei rendimenti si evidenzia infatti un appiattimento sia sul tratto 2-10, sia su quello 10-30.

** “I mercati non sono convinti dalla manovra. Le proiezioni di crescita appaiono troppo ottimistiche e questo ovviamente allunga delle ombre anche su deficit e debito” dice ancora il trader. “I volumi sul mercato sono ancora comunque relativamente contenuti”.

** Nella nota di aggiornamento al Def il governo indica per il 2019 una crescita in rialzo all’1,5%, mentre il deficit/pil salirebbe al 2,4% e il debito pubblico scenderebbe al 130,0%.

** “I prossimi appuntamenti, dopo la Commissione, saranno i pronunciamenti di S&P e Moody’s”, ricorda l’operatore. Il 26 è prevista la revisione del merito di credito dell’Italia da parte di S&P, che attualmente la valuta con ‘BBB’ e outlook stabile. Entro il 31 arriverà invece il verdetto di Moody’s, il cui rating sull’Italia è al momento ‘Baa2’ con rating watch negativo.

** “Non va dimenticato che il grosso movimento a livello mondiale è stato il calo di titoli Usa e Bund, per questo sarà cruciale il dato del pomeriggio sul lavoro” dice ancora il trader.

** La previsioni per il dato chiave sui nuovi occupati Usa del settore non agricolo in settembre si attestato per 180.000 nuovi posti di lavoro. Il dato Adp di mercoledì sul settore privato, considerato un prodromo del ‘non-farm payroll’, ha mostrato cifre superiori alle attese. Un dato forte andrebbe a unirsi ai fattori macroeconomici che stanno spingendo la Fed a confermare la forza della congiuntura, cementando le aspettative di nuovi rialzi dei tassi, a dicembre e poi ancora nei mesi successivi, stimolando quindi ulteriormente un rialzo dei rendimenti ‘core’.

** In mattinata il future sul Btp è arrivato a cedere 112 tick a 121,05, mentre il rendimento del decennale benchmark si è spinto fino a 3,423%.

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