May 28, 2018 / 6:47 AM / 4 months ago

I commenti degli analisti sulla crisi politico-istituzionale in Italia

MILANO (Reuters) - L’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli ha accettato con riserva l’incarico di formare un nuovo governo, dopo il fallimento del tentativo di dar vita a un esecutivo frutto di un’alleanza tra Lega e Movimento Cinque Stelle.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è infatti rifiutato di nominare al ministero dell’Economia l’euroscettico Paolo Savona, sul quale i due partiti non hanno fatto passi indietro.

Cottarelli conta di presentare in tempi “molto stretti” la lista ministri al capo dello Stato. Se il governo riceverà la fiducia dal Parlamento, metterà mano alle legge di Stabilità, traghettando il Paese alle elezioni all’inizio del 2019.

Se invece il governo, come sembra probabile, non avrà la fiducia, si dimetterà subito e organizzerà il voto dopo agosto, quindi prevedibilmente in autunno.

Di seguito i commenti di strategist ed economisti dopo l’incarico a Cottarelli:

RAFFAELLA TENCONI, Ada Economics

“Dal punto di vista macro, l’impatto è minore di quello che sarebbe potuto essere. Dal mio punto di vista, anche se ci fossero elezioni a settembre, sarà di fatto impossibile per il nuovo governo agire sulla legge di bilancio 2019, perchè non ci saranno i tempi. Il vero rischio di questa mossa del presidente della Repubblica è che la situazione potrebbe aumentare solo marginalmente i consensi pro-euro dell’elettorato più avverso al rischio, ma credo che dalle urne non usciranno risultati molto diversi da quelli di marzo, con una Lega più forte. Questa mossa dà un minimo di respiro ai mercati nel breve, ma nei prossimi 5-10 anni rischia di allargare una frattura già in atto”.

Do seguito i commenti raccolti in mattinata, subito dopo l’apertura dei mercati finanziari:

SOCIETE GENERALE, nota

(da rapporto intitolato “Arrivederci Italy?”)

“Ora i problemi per investitori e agenzie di rating potrebbero probabilmente essere:

1) un’estesa pausa nel potere nei prossimi mesi (le elezioni possono essere al più presto 45 giorni dopo lo scioglimento del Parlamento ma le elezioni politiche non si sono mai tenute durante l’estate);

2) la prospettiva che la campagna elettorale diventi un referendum sull’euro. Il Presidente della Repubblica ha già tratteggiato questo tema ma i partiti populisti hanno risposto duramente. Mattarella dice di voler aiutare i risparmiatori, ma i populisti possono replicare che li stanno aiutando spingendo i tassi di interesse più in alto. A chi crederà il risparmiatore ed elettore medio?

3) la probabilità che un governo ancora più radicale prenda le redini del potere alle prossimi elezioni.

Un governo tecnico o anche nuove elezioni possono significare che in Italia prima di settembre non accadrà nulla (a parte un downgrade).

Tutto questo per gli investitori significa ‘cascare dalla padella nella brace’.

Il risultato delle prossime elezioni sembra più minaccioso che mai. Gli investitori dovranno essere coraggiosi a tenere lo spread del Btp decennale a 220 pb con il Bund, in attesa di uno scenario di grandi sfide in autunno.

Oggi vediamo un rally, visto che il peggio è rinviato. Ma molti investitori vedranno questo come un’opportunità per alleggerire le posizioni.

Ci aspettiamo che le aste odierne di Ctz e Btpei vadano molto bene. Quindi non c’è nessun immediato pericolo per il funding del Tesoro”.

HOLGER SCHMIEDING, Berenberg

“A prima vista (le ultime novità politiche) offrono un po’ di sollievo rispetto all’alternativa di Savona al ministero dell’Economia come - forse - una più vecchia versione del greco Yanis Varoufakis. Dimostra che il sistema di equilibri e controlli in Italia funziona. Il presidente della Repubblica e la Costituzione offrono delle garanzie contro scelte politiche potenzialmente disastrose. (...). L’avvertimento di Moody’s della scorsa settimana (...) di un possibile downgrade dell’Italia mostra la direzione che l’Italia avrebbe potuto prendere sotto un governo radicale.

Però la decisione di Mattarella di non accettare Savona e quella dei leader dei due partiti, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, di non presentare un candidato che andasse bene al presidente, comporta rischi significativi (...) e porta l’Italia in una crisi istituzionale con esito sconosciuto.

La richiesta di Di Maio di ‘impeachment’ del presidente non ha sostanza (...) ma è esemplificativa del livello di tensione raggiunto.

In nuove elezioni i radicali probabilmente urleranno ancora più forte contro l’ ‘establishment’ italiano pro-euro e contro l’ ‘egemonia tedesca’ (...).

Nel voto del 4 marzo hanno pesato più i timori sull’immigrazione di quelli sulle questioni europee. Soprattutto la Lega potrebbe trasformare nuove elezioni come un referendum di fatto sul ruolo dell’Italia in Europa.

Un governo ad interim guidato da Cottarelli dovrà affrontare la difficoltà di un’opposizione significativa in entrambe le Camere e una possibile opposizione anche della pubblica opinione alimentata dalla retorica anti-establishment di Cinque Stelle e Lega.

Di per sè un tale stallo non è necessariamente negativo per le prospettive dell’economia. Meglio un governo che fa molto poco di uno che fa molte cose senza senso. Però l’incertezza politica in Italia resterà una grande preoccupazione per investitori, imprenditori e famiglie (...).

Il periodo fino alle nuove elezioni (forse in ottobre) potrebbe dare a Francia, Germania e agli altri partner europei l’opportunità di presentare idee di riforme per migliorare l’immagine dell’Ue e dell’euro in Italia. Il summit Ue di giugno potrebbe essere più importante del previsto.

La politica italiana non si muove mai in modo lineare e potrebbero esserci nuove sorprese (...). Ma anche se il rischio immediato di un ministro delle Finanze euroscettico è stato quanto meno posticipato, l’incertezza continuerà nei prossimi mesi a pesare fortemente sul sentiment in Italia e, seppur con minore intensità, nei Paesi vicini dell’eurozona”.

MICHAEL LEISTER, Commerzbank

“Stiamo assistendo un discreto recupero nei mercati europei, a cominciare dalla valuta unica, essendo diminuito il rischio di avere un ministro delle Finanze anti-euro in Italia, ma dobbiamo inserirlo nel contesto di quanto visto venerdì, quando si è visto un movimento che ha ricordato quanto successo nel 2011 nel pieno della crisi del debito della zona euro.

Il punto cruciale è che riteniamo il recupero sarà solo temporaneo...Non pensiamo che il rally sia sostenibile, l’Italia ha solo preso un po’ di tempo, niente di più”.

NICOLA NOBILE, Oxford Economics

“Dal punto di vista macro, tutti i rischi connessi sui conti pubblici legati alle costose misure di spesa contenuti nel contratto di governo Lega-Movimento Cinque Stelle sono chiaramente diminuiti, almeno se si guarda al breve periodo.

Il problema è che le posizioni andranno a radicalizzarsi tra chi è pro o contro l’euro, che sarà il tema su cui le forze politiche si confronteranno alle elezioni. Questo comporta il rischio che vinca il fronte anti-euro. Cottarelli, a quello che capisco, non avrà la fiducia del Parlamento, quindi si limiterà a gestire gli affari correnti.

Il dibattito sulla riforma della zona euro, portato avanti soprattutto dal presidente francese Macron, è destinato a rallentare ulteriormente, in attesa che in Italia si formi un governo politico con il mandato per decidere cosa fare”.

SILVIA ARDAGNA, Goldman Sachs

“Riteniamo che l’incertezza politica rimarrà elevata. Da una parte non viene formato un governo che nella possibile percezione dei mercati avrebbe potuto mettere in discussione la partecipazione dell’Italia all’Unione europea e la sua appartenenza all’area euro. D’altra parte, secondo la nostra visione, possibili nuove elezioni, molto probabilmente in ottobre, difficilmente verrebbero viste come uno sviluppo positivo per l’economia Italiana”.

WOLFANGO PICCOLI, Teneo Intelligence

“A questo punto le nuove elezioni potebbero tenersi al più presto in ottobre, quindi non c’è alcun bisogno immediato di sciogliere il Parlamento.

Vista la probabile opposizione di M5s e Lega il governo “neutrale” non riuscirà a ottenere il voto di fiducia, rimanendo in carica solo per l’ordinaria amministrazione. Questo significa che l’Italia sarà lasciata senza un governo appoggiato da una chiara maggioranza parlamentare sino alla fine dell’anno. In breve, il 2018 sarà ampiamente un anno perso, senza alcuna capacità di varare significative misure politiche mentre si avvicina la fine del Qe.

Nel frattempo il M5s chiede l’impeachment per Mattarella, affermando che il presidente della Repubblica ha abusato dei suoi poteri costituzionali. Al momento non è chiaro se la richiesta sia o meno elettoralistica.

Guardando avanti è duro vedere come l’Italia possa uscire dalla crisi politico-istituzionale con una situazione migliorata. Il principale rischio è che lo stallo rafforzi ulteriormente il M5s e, soprattutto, la Lega, I due partiti populisti daranno la colpa all’establishment per avere loro negato il diritto di governare. Una narrativa che polarizzerà ulteriormente la società con una campagna elettorale in cui si rafforzeranno i toni anti-euro ed euroscettici”.

ALESSANDRO TENTORI, Axa Investment Managers

“Mi pare che stamattina sul mercato prevalga un certo sollievo perché tramonta, almeno nell’immediato, lo spauracchio di un governo apertamente ostile a Bruxelles. Si è tentato di smussare gli angoli, anche da parte di Savona, ma il mercato aveva già dato segnali precisi di forte preoccupazione; d’altra parte mi pare siano riemerse tutte le forti incompatibilità tra Lega e M5s e quello di Savona alla fine è sembrato un solo pretesto per far saltare il governo. Ora bisognerà vedere se l’eventuale rimbalzo terrà e se il mercato si stabilizza. Cottarelli è una persona stimata, la sua scelta è sicuramente positiva, va nel solco degli ultimi governi più o meno tecnici. È chiaro però che da qui in poi il mercato cercherà di prezzare quanto alto sia il rischio che, magari tra pochi mesi, con nuove elezioni, ci si ritrovi al punto di partenza”.

(Giulio Piovaccari, Elvira Pollina, Luca Trogni, Claudia Cristoferi)

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