February 26, 2018 / 12:26 PM / 4 months ago

Elezioni italiane incerte: 5 punti chiave per gli investitori

LONDRA, 26 febbraio (Reuters) - Gli investitori sono tranquilli in vista delle elezioni italiane del 4 marzo, con l’economia in ripresa e i sentimenti antieuropei che si stanno indebolendo nei paesi della zona euro.

Una donna vota in un seggio elettorale a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Ma il voto ha il potenziale per giocare un tiro mancino.

Le urne in Italia saranno aperte lo stesso giorno in cui la Germania conoscerà l’esito del referendum del partito socialista Spd sull’accordo di grande coalizione con la cancelliera tedesca conservatrice, Angela Merkel.

L’esito accenderà o spegnerà le speranze di Merkel per un quarto mandato alla guida del governo di Berlino.

Il risultato del referendum è anche importante per i Paesi dell’Europa meridionale inclusa l’Italia, perché la grande coalizione dovrebbe dare alla Germania una impronta maggiormente pro-europea e un approccio più conciliante sulle politiche di bilancio dell’Unione.

Di seguito cinque temi chiave per gli investitori:

1. Qual è l’esito più probabile delle elezioni italiane e cosa significa per gli investitori?

    Gli ultimi sondaggi pubblicati prima del blackout indicavano una situazione di stallo con nessun partito in grado di raggiungere consensi sufficienti per formare autonomamente un governo.

Se questo dovesse accadere, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviterà i partiti a formare una grande coalizione, che potrebbe includere Pd e Forza Italia.

Per un grafico sui sondaggi andare al link: tmsnrt.rs/2oluYph    

    Gli analisti considerano l’ipotesi di una grande coalizione con i principali partiti come quella più favorevole per il mercato perché consentirà di avere stabilità politica e continuità rispetto all’Europa.

Anche in questa situazione, qualunque incertezza sulla formazione del governo darà luogo a volatilità nel breve termine.

Gli analisti di BNY Mellon ritengono che l’incertezza politica in generale sia diventata un fattore chiave per i mercati valutari lo scorso anno e che al voto italiano debba essere prestata “seria attenzione”.

2/ Cosa potrebbe cogliere i mercati di sopresa?

Le elezioni si tengono per la prima volta con una nuova legge elettorale, prevalentemente proporzionale, che rende l’esito del voto particolarmente incerto.

È possibile che il centrodestra, primo secondo i sondaggi, ottenga da sola la maggioranza.

Una vittoria del centrodestra sarebbe una sorpresa, con la Lega come primo partito e il suo leader Matteo Salvini premier.

Un successo della Lega, che ritiene l’euro “una moneta fallita”, potrebbe riaccendere i timori sull’uscita dalla moneta unica e aumentare lo spread Btp-Bund.

    Un esito che veda la Lega o il M5s in posizioni chiave nel governo potrebbe avere lo stesso effetto. E se non ci sarà un governo, non si può escludere un ritorno alle urne.. 

3/ Cosa si può dire sul referendum Spd?

L’esito della consultazione, che arriva dopo 5 mesi di trattativa per formare il governo tedesco, è aperto..

    Un “Sì” da parte dei 464.000 iscritti all’Spd al governo con Merkel consentirebbe alla nuova coalizione di portare avanti le riforme dell’Unione europea.

Un “No” potrebbe riportare gli elettori alle urne o dare luogo ad un governo di minoranza che dovrebbe comunque cercare alleanze ad hoc di volta in volta per portare avanti la legislatura.

Questo prolungherebbe l’incertezza politica e colpirebbe la fiducia delle imprese.

Sarebbe anche uno choc per i mercati del debito dei paesi del Sud Europa, che sono saliti dopo l’accordo per la grande coalizione visto come la possibilità che Berlino sciolga i cordoni della borsa e abbia una attitudine maggiormente pro-Europea..

    “Se assumiamo che la coalizione vada avanti come previsto, potrebbero esserci dei cambiamenti nella politica e una maggiore collaborazione in Europa che per noi investitori è positivo”, ha detto J Patrick Bradley, senior vice president, investment research di Brandywine Global.

       

    4/ Il vincitore in Italia abbatterà il debito pubblico?

    Probabilmente no. Qualunque sia il prossimo governo la possibilità che spinga su riforme strutturali di lungo termine per migliorare l’economia o ridurre la montagna del debito, oggi al 132% su Pil, è bassa.

Le promesse elettorali, anzi, peggiorano la situazione. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha messo in guardia i partiti sul fatto che “un aumento del disavanzo pubblico non può sostituirsi alle riforme; rischierebbe di essere controproducente, visto che il problema del debito non può essere eluso”.

    Tutto questo porterebbe gli investitori a considerare l’Italia come l’anello debole della zona euro, rendendo gli asset italiani vulnerabili in tempi di incertezza di mercato o durante il ritiro dello stimolo Bce.

    

5/ Cosa significa per la politica monetaria della Bce?

    Un via libera alla grande coalizione tedesca suggerirebbe una modesta espansione fiscale a fronte di maggiore crescita e inflazione. Questo potrebbe accelerare la fine del basso costo del denaro e aumentare la pressione sul costo dei prestiti.

Se anche le elezioni italiane passeranno senza grandi traumi, un altro rischio politico sarà scongiurato rafforzando la possibilità di un riassorbimento dello stimolo Bce.

Il focus quindi si sposterà sul prossimo capo della Bce dopo la scadenza del mandato di Mario Draghi nel 2019. Speculazioni parlano del tedesco Jens Weidmann come successore di un presidente ‘del Sud’, ma i socialdemocratici dicono di non aver discusso di un sostegno al presidente Bundesbank.

Qualunque sorpresa negativa da Italia o Germania incoraggerà viceversa la Bce a proseguire con gli stimoli oltre la scadenza di fine settembre, portando gli investitori a rivedere la tempistica di un rialzo dei tassi.

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