February 19, 2018 / 3:31 PM / in 8 months

Banche, Panetta: proposte su Npl da Ue e Bce siano coordinate per evitare confusione

ROMA (Reuters) - Le proposte per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati delle banche europe, in arrivo a marzo da Commissione europea e vigilanza della Bce, dovranno essere adeguatamente coordinate per evitare che generino confusione sul mercato.

Banche, Panetta: proposte su Npl da Ue e Bce siano coordinate per evitare confusione REUTERS/Remo Casilli

Lo scrive Fabio Panetta, vice direttore generale della Banca d’Italia, in occasione del suo intervento all’Italy Day Conference a Londra.

La proposta della Commissione prevede un graduale aumento delle svalutazioni dei crediti deteriorati, fino ad arrivare al 100% a regime. Questa proposta, applicata solo a Npl che vengono da nuovi prestiti, avrebbe la forma di una regola di primo pilastro, cioè generale e richiesta a tutte le banche.

Dal canto suo Ssm lavora al cosiddetto addendum, una misura, ricorda Panetta, che è di secondo pilastro, cioè non vincolante e applicata banca per banca. In questo caso sembra riguardare i nuovi crediti deteriorati che emergono anche da crediti esistenti. La bozza dell’addendum prevede una svalutazione al 100% in 2 e 7 anni dei crediti deteriorati, non garantiti e garantiti, con una automatica progressione lineare delle svalutazioni.

“Le due proposte, che saranno finalizzate a marzo, dovrebbero essere adeguatamente coordinate, per ottenere risultati ottimali ed evitare di generare confusione tra banche e investitori”.

RISPETTARE LIMITI

Panetta dice che ridurre i crediti deteriorati è un obiettivo indiscutibile da perseguire, sottolineando che quondi il problema non è se occuparsi del problema ma come farlo.

Nonostante i progressi fatti, e ricordati dall’esponente di Banca d’Italia, l’Italia è tra i Paesi europei con il più elevato rapporto tra crediti deteriorati e totale dei prestiti.

Una dismissione troppo veloce di questi crediti, argomenta Panetta, porterebbe a perdite significative ed erosione di capitale, cioè effetti indesiderati per le singole banche e anche effetti macroeconomici negativi, derivati da una contrazione del credito.

“C’è un limite alla velocità quando ci si occupa di riduzione degli Npl. Banche e supervisori dovrebbero puntare alla velocità massima, ma tenendo conto del limite”, scrive.

CALO SIGNIFICATIVO

In Italia il rischio di credito sta migliorando, dice Panetta. Ora il flusso di nuovi Npls, in calo dal 2014, è al 2% del totale dei prestiti e sotto la media pre-crisi. Le banche stanno anche vendendo questi crediti dubbi sul mercato. Dopo i 30 miliardi ceduti nel 2017, sono attesi “oltre 25 miliardi nella prima metà del 2018”.

“Questo rappresenta un forte incremento dele vendite registrate nei cinque anni preccedenti(in media 5 miliardi)” aggiunge Panetta.

Questo sta facendo calare lo stock degli Nps che, a metà del 2018 e al netto degli accantonamenti, sarà sotto i 140 miliardi, “quasi un terzo sotto il picco del 2015”.

Il rapporto tra crediti deteriorati netti e totale prestiti (net Npl ratio) sarà al 7,8% contro il 10,8 del 2015. Solo per le sofferenze, questo rapporto è al 3,5%.

(Stefano Bernabei)

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