4 ottobre 2017 / 07:52 / 2 mesi fa

Pirelli debutta in calo, torna su Ftse Mib a dicembre

MILANO (Reuters) - Nel giorno del ritorno a Piazza Affari dopo due anni di assenza, il titolo Pirelli è arrivato a perdere oltre il 3% rispetto al prezzo di collocamento fissato a 6,5 euro, nella parte bassa del range indicativo iniziale (6,3-8,3 euro).

Pneumatici Pirelli. REUTERS/Maxim Shemetov

L‘offerta, che ha permesso agli azionisti raccolti nella holding Marco Polo International di incassare circa 2,75 miliardi di euro dalla vendita del 35% della società (numeri che potrebbero salire nel caso di esercizio della greenshoe), ha ricevuto una domanda pari a 2,35 volte l‘ammontare.

La holding si scioglierà entro tre mesi da oggi e l‘azionariato vedrà ChemChina a circa il 45%, Camfin al 10% e i soci russi intorno al 5%, nel caso di esercizio integrale della greenshoe.

Il titolo ha aperto a 6,49 euro, ma nel corso della mattinata ha esteso le perdite fino a 6,28 euro. Intorno alle 12 cede il 2,2% a 6,35 euro. Forti i volumi, già pari a circa 50 milioni di pezzi. Ciò significa che a poche ore dall‘avvio è passato di mano già il 5% del capitale circa.

L‘AD Marco Tronchetti Provera ha sottolineato che l‘andamento del titolo va giudicato a qualche mese di distanza.

“Bisogna vedere tra qualche mese”, ha risposto ai giornalisti, a margine della cerimonia di quotazione, a Palazzo Mezzanotte. “Sappiamo che l‘azienda è solida e che consegna risultati. Poi i primi giorni c‘è sempre volatilità”.

Tronchetti ha poi sottolineato che “Pirelli torna in borsa più forte” e che “c‘e’ stata un‘adesione molto positiva, tecnologia e brand italiani sono molto vincenti”.

Durante la cerimonia di quotazione, l‘AD di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi ha spiegato che il titolo entrerà nel FTSE Mib a partire dalla revisione dell‘indice di dicembre.

“Pirelli è una bellissima realtà, è un marchio storico”, commenta Lorenzo Batacchi, portfolio manager di Bper Banca. “Perchè perde oggi? Ci sono due motivi. Uno esogeno, cioè la giornata di mercato negativa. L‘altro motivo è endogeno, le valutazioni non sono così economiche, per lo meno nel breve periodo. (..) Con il calo di oggi è più allineato rispetto al resto del mercato, intorno a 6,3 ritorna a essere un titolo interessante”.

Il prezzo di collocamento di 6,5 euro, che attribuiva al produttore di pneumatici un equity value di 6,5 miliardi, non ha permesso all‘AD e a un gruppo di alti dirigenti di ricevere il corposo bonus legato alla quotazione (fino al 2% dell‘equity value), che era subordinato al raggiungimento di una valorizzazione della società di 6,7 miliardi, secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione.

Banca Imi, JP Morgan e Morgan Stanley hanno agito in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner, mentre Bnp Paribas, BofA Merrill Lynch, Goldman Sachs, HSBC, Mediobanca e UniCredit in qualità di joint bookrunner. Lazard è advisor finanziario.

(Elisa Anzolin)

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