22 settembre 2017 / 17:50 / in un mese

Mediobanca, per patto finestra disdetta anticipata entro settembre 2018

MILANO (Reuters) - Il patto di sindacato di Mediobanca è destinato a rinnovarsi fino a fine 2019, ma potrebbe sciogliersi definitivamente già il prossimo anno.

Nella riunione odierna, infatti, l‘assemblea del patto ha deciso che, in caso di rinnovo per i prossimi due anni, cosa che appare pressoché scontata, ci sarà comunque una finestra di disdetta anticipata da esercitarsi entro il 30 settembre 2018.

Un passo importante verso la nuova governance di Mediobanca che segna la fine di un‘epoca per Piazzetta Cuccia e che, in linea anche con le indicazioni dell‘Eba e della Bce, vedrà la gestione sempre più svincolata dall‘azionariato. Questo si coniuga con la proposta formulata dal patto per il nuovo consiglio, che sarà portata all‘assemblea del 28 ottobre, con meno componenti (saranno 15 contro i 17 attuali) e un numero maggiore di consiglieri indipendenti e con standing internazionale.

A oggi l‘unica disdetta pervenuta è quella già comunicata da Pirelli che ha l‘1,79%. Il patto, in scadenza a fine dicembre, e che oggi raccoglie poco meno del 31%, è quindi destinato a rinnovarsi, come da regolamento dell‘accordo di sindacato, per i prossimi due anni mantenendosi ben sopra la soglia minima per il rinnovo fissata al 25%.

Alcuni dei principali soci come UniCredit (8,5%) o Banca Mediolanum (3,3%) hanno già dichiarato che rinnoveranno la loro adesione e, salvo qualche possibile defezione per quote frazionali, non sono quindi attesi grossi scossoni all‘attuale struttura.

I soci del patto hanno poi deciso la lista per il rinnovo del Cda che vede le conferme, scontate, di Renato Pagliaro come presidente e Alberto Nagel come Ceo. Alberto Pecci prende la vicepresidenza lasciata libera da Marco Tronchetti Provera, mentre l‘altra resta a Maurizia Angelo Comneno.

Entrano Cesar Alierta, ex numero uno di Telefonica , Massimo Tononi, ex presidente di Monte dei Paschi , Gabriele Villa, ex sindaco di Piazzetta Cuccia e Valerie Hortefeux, quest‘ultima indicata da Vincent Bolloré, secondo azionista il 7,91%.

Confermati il direttore generale Francesco Saverio Vinci, Marie Bolloré, Elisabetta Magistretti, Maurizio Carfagna, Maurizio Costa. Escono oltre a Tronchetti, anche Tarak Ben Ammar, Gilberto Benetton, Angelo Casò, Vanessa Laberenne e i manager Gian Luca Sichel e Alexandra Young.

Ai 13 componenti indicati dal patto si aggiungeranno due dalla lista di minoranza che dovrebbe essere presentata dai fondi (oggi in quota minoranza vi è soltanto Mauro Bini).

(Gianluca Semeraro)

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