22 settembre 2017 / 14:20 / in un mese

Crisi banche, Angeloni (Bce): serve gestione europea più coordinata

La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte. Foto del 27 aprile 2017. REUTERS/Kai Pfaffenbach

COURMAYEUR (Reuters) - Le recenti esperienze di crisi bancarie viste in Europa offrono un insegnamento: il coordinamento tra le differenti istituzioni va ripensato.

A dirlo è Ignazio Angeloni, membro del consiglio di vigilanza Bce.

“Chi coordina la gestione della crisi deve avere la visione di insieme e contemperare le diverse esigenze in modo equilibrato”, ha detto Angeloni, intervenendo a un convegno della Fondazione Courmayeur, rivolto alla Bce stessa, al Comitato di risoluzione unico, alla Commissione europea e alle autorità nazionali.

“In presenza di aiuti di Stato, questo ruolo è stato naturalmente svolto dall‘autorità per la concorrenza della Commissione europea. Non tutte le crisi comportano però aiuti di Stato e, inoltre, il controllo sugli aiuti di Stato non è l‘unica considerazione che vale nell‘affrontare una crisi bancaria”, ha aggiunto. “Può essere quindi utile riflettere su come definire un assetto europeo più consolidato per la gestione delle crisi bancarie, prendendo spunto anche alle migliori prassi a livello internazionale”.

Lo stesso Angeloni nei mesi scorsi si era espresso criticamente sulla soluzione nazionale, con il beneplacito di Bruxelles, trovata per le due banche venete in crisi.

RISCHI MAGGIORI PER BANCHE REGIONALI

In tema di insegnamenti offerti dalle recenti crisi bancarie, Angeloni ha sottolineato che “così come vi sono rischi di contagio tra banche, può anche esservi una trasmissione dei rischi all‘interno di una stessa banca, tra segmenti diversi del suo bilancio”.

Questa correlazione, ha spiegato l‘esponente Bce, può essere accentuata nelle banche con una forte vocazione locale o regionale.

“Questo perché in queste banche i pool di investitori, affidatari e depositanti sono più limitati e le tre figure tendono spesso a coincidere. Il venir meno della distinzione di ruolo tra i soggetti coinvolti può dare origine a conflitti di interesse”, ha detto.

“In questo contesto i problemi di governance sono più complessi e i loro effetti più difficilmente controllabili. Irregolarità come ad esempio il finanziamento per l’acquisto di azioni proprie diventano più probabili”.

(Giulio Piovaccari)

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