20 settembre 2017 / 16:56 / un mese fa

E&M, PwC vede mercato a 38 miliardi in 2021 con web e tv, pay senza sport sfidante

MILANO (Reuters) - Il mercato italiano dei media e dell‘intrattenimento è cresciuto nel 2016 del 5% a 31,5 miliardi di euro con una proiezione al 2021 per il comparto a 38,1 miliardi di euro, pari a una crescita annua del 3,9%.

E’ quanto emerge dal report “Entertainment & media outlook in Italy 2017-2021” di PwC presentato oggi a Milano.

“Il recupero di fiducia e la crescita del Pil si riflettono anche sull‘andamento dei media in Italia, anche se si tratta comunque di una crescita modesta”, rileva Andrea Samaja, PwC advisory tmt leader.

La spesa degli utenti, che nel 2016 ha raggiunto 23,5 miliardi, crescerà nel 2021 fino a 28,9 miliardi (Cagr 4,2%). Quanto all‘advertising, che nel 2016 ha totalizzato 7,9 miliardi, raggiungerà i 9,2 miliardi (Cagr 2,9%) nel 2021.

A farla da padrone tv e Internet che continueranno a generare la maggior quota di ricavi sul totale del mercato E&M, incidendo per il 68% sul totale dei ricavi E&M nel 2021. Secondo la ricerca - che descrive l‘andamento dei 17 segmenti del mercato dei media e dell‘intrattenimento - la crescita dei due segmenti, tra il 2016 ed il 2021, sarà pari a 5,5 miliardi, mentre il miglioramento del mercato nello stesso periodo sarà pari a 6,7 miliardi.

“Il fatto che nel 2017 l‘utilizzo di Internet in mobilità abbia superato quello attraverso il pc cambia molte cose: vuol dire che la trasmissione dei dati in mobilità prende il sopravvento. Anche la pay tv come Sky sta potenziando la parte in streaming, quindi non solo il satellite”, ha sottolineato Samaja.

In altri termini, la tecnologia sta modificando la modalità di fruizione dei contenuti a ritmi così veloci che fra cinque anni bisognerà vedere quanto la visione della pay tv sarà sugli smartphone e tablet o attraverso la tv e il satellite.

Quanto allo sviluppo della web tv come Netflix, Samaja sottolinea che gli utenti in Italia sono sicuramente nell‘ordine di centinaia di migliaia, “ma è difficile avere una stima precisa dei clienti paganti perché con la formula del primo mese gratuito, difatti è possibile abbonarsi più volte cambiando profilo email”.

Infine un cenno alla vicenda Premium e al contenzioso fra Mediaset e Vivendi. “È una situazione complicata che vede coinvolte Italia, Francia e le famiglie Berlusconi e Bollorè. Quando c‘è stata la presentazione a Londra a gennaio Mediaset ha parlato di una forte riduzione dei costi anche su Premium con l‘ipotesi di farla diventare un distributore di contenuti anche per terzi e ridurre l‘offerta di contenuti sportivi ad alto costo, per quanto in Italia una scelta di questo genere possa apparire sfidante per qualunque tv”.

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