August 18, 2016 / 11:12 AM / 2 years ago

Greggio stabile vicino ai massimi sei settimane, focus su congelamento produzione

LONDRA (Reuters) - Il greggio tratta sopra i 50 dollari al barile per la prima volta in sei settimane anche se ritraccia leggermente mentre i principali produttori al mondo di petrolio si preparano a discutere su un possibile congelamento dei livelli di produzione.

Un poliziotto saudita pattuglia un impianto petrolifero. REUTERS/Zainal Abd Halim

I prezzi del Brent sono saliti del 20% dal minimi di inizio agosto sulla notizia che i paesi Opec e altri importanti esportatori rilanceranno probabilmente i colloqui per frenare l’offerta a margine dell’International Energy Forum del 26-28 settembre in Algeria.

Diversi membri dell’Opec sono stati pesantemente colpiti dal crollo dei prezzi negli ultimi due anni e, mentre alcuni paesi del Golfo hanno costi di produzione molto bassi, altri produttori come Iran e Venezuela necessitano di prezzi sopra i 100 dollari per rimettere in equilibrio i propri conti.

Gli analisti, tuttavia, rimangono scettici sulla possibilità che si raggiunga un accordo e in ogni caso un congelamento della produzione ai livelli attuali non riuscirebbe a rinforzare i prezzi.

In vista dell’incontro, inoltre, uno dei paesi chiave, l’Arabia Saudita, potrebbe aumentare ulteriormente la propria produzione in modo da avere più spazi di manovra e arrivare all’appuntamento in una posizione di vantaggio, secondo quanto riferiscono fonti di mercato.

“Rimaniamo scettici sul fatto che nuove discussioni tra paesi Opec e altri grandi produttori possano portare ad un accordo. I prezzi sono di poco superiori a dove erano quando c’è stata la riunione a Doha lo scorso aprile, senza che sia stato raggiunto l’accordo”, scrivono gli analisti di ANZ in un report.

Carsten Fritsch, analista di Commerzbank, sostiene che i prezzi sono vicini alla parte alta dell’ultimo range.

Da ricordare inoltre che alla fine della stagione estiva nell’emisfero settentrionale si registra spesso una caduta della domanda di petrolio e quest’anno potrebbe coincidere con una crescita della produzione in Arabia Saudita.

“Le ultime notizie dall’Arabia Saudita non sostengono affatto i prezzi”, dice Fritsch. “E’ una doppia sberla per i mercati petroliferi. Un test dei minimi di inizio agosto è del tutto possibile”, aggiunge.

Intorno alle 12,15 il Brent con consegna ottobre perde 5 centesimi a 49,80 dopo un rialzo a 50,05 dollari mentre il WTI Usa avanza di 26 centesimi a 47,05 dollari.

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