29 luglio 2016 / 16:56 / un anno fa

Mps, Cda verso bocciatura proposta Ubs-Passera e ok piano Jp Morgan-Mediobanca

MILANO (Reuters) - Il Cda di Mps si avvia verso la bocciatura della proposta giunta ieri sera di Corrado Passera e Ubs e ad approvare la soluzione di mercato studiata da Mediobanca e Jp Morgan, che prevede un aumento di capitale da 5 miliardi e la cessione di sofferenze nette per 10 miliardi.

Mps, Cda verso bocciatura proposta Ubs-Passera e ok piano Jp Morgan-Mediobanca. REUTERS/Giampiero Sposito/File Photo

Dopo che alcune fonti hanno annunciato il possibile esito, l‘ufficializzazione dovrebbe arrivare in serata, assieme ai conti del semestre, ai risultati degli stress test Eba e, soprattutto, assieme all‘auspicato ok Bce al piano. Il titolo oggi ha vissuto una giornata di rialzi, chiudendo a 0,3082 euro, in progresso di oltre 6%.

Nel frattempo oggi si è lavorato all‘accordo, in via di finalizzazione, per il pre-consorzio, che dovrebbe essere composto da otto istituti di credito, a garanzia dell‘aumento.

Del consorzio dovrebbero far parte, oltre ai global coordinator Jp Morgan e Mediobanca, anche Goldman Sachs, Santander, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank e Bofa Merrill Lynch.

Lazard è adviser finanziario del Monte.

L‘aumento di capitale da 5 miliardi, da varare al più tardi entro gennaio 2017, compenserà maggiori accantonamneti e le perdite da cessione sofferenze, una mossa che permetterebbe a Mps di anticipare le richieste della Bce di una cessione di 10 miliardi di crediti deteriorati netti al 2018.

La separazione delle sofferenze avverrà con la creazione di un veicolo in cui gli Npl verranno divisi in varie tranche. La tranche senior sarà venduta sul mercato nei successivi mesi e potrà avvalersi della Gacs. Jp Morgan con un prestito ponte attorno a 5 miliardi garantirà l‘ossigeno per una vendita senza fretta.

La tranche mezzanina verrà ceduta ad Atlante2, il nuovo fondo per cui si stanno raccogliendo le adesioni, mentre la tranche junior verrà distribuità agli azionisti Mps in una sorta di dividendo in natura, le cui modalità tecniche sono allo studio.

Per la cessione dei 10 miliardi di Npl si ipotizza un prezzo medio attorno a 30-32% del valore nominale, livello che porterebbe per Mps a una perdita inferiore ai 2 miliardi.

Uno schema non dissimile da quello proposto dall‘ex Ceo di Intesa Corrado Passera e Ubs. Anche in questo caso è prevista la cessione delle sofferenze con l‘ausilio di Atlante, ma la ricapitalizzazione sarebbe ridotta a 2,5-3 miliardi colmando la carenza patrimoniale con la conversione volontaria parziale dei prestiti subordinati.

Entrambi i piani, infine, partono dal presupposto che la Bce non chieda una revisione dei modelli interni dopo le perdite che emergerebbero dalla cessione di Npl a livelli inferiori a quelli di libro.

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