10 giugno 2016 / 07:17 / tra 2 anni

UniCredit, Vita a Sole: nuovo Ceo possibile per fine luglio, sarà paneuropea

MILANO (Reuters) - Il nuovo Ceo di UniCredit sarà scelto “nel limite del possibile entro la fine di luglio” e sarà un banchiere con un‘esperienza almeno decennale in realtà simili, che abbia un profilo internazionale, ma non conta se italiano o straniero, conosca la complessità del contesto regolamentare e possa assumere il nuovo incarico “in un arco di tempo ragionevole”.

Il presidente di UniCredit Giuseppe Vita durante una conferenza stampa. REUTERS/Paolo Bona

E’ quanto dichiara il presidente di UniCredit Giuseppe Vita in un‘intervista a Il Sole 24 Ore dopo la riunione del Cda di ieri in cui non sono stati fatti nomi per la successione e che ha visto una relazione del cacciatore di teste Egon Zehnder sul profilo del banchiere che sostituirà Federico Ghizzoni.

Dal canto suo, Vita non intende lasciare: “Ho senso di responsabilità, andarmene al primo stormir di foglia non mi sembra la mossa migliore”.

“Un processo o lo si fa bene o non lo si fa, in teoria se guardiamo alle prassi servirebbero almeno 3-4 mesi. Cerchiamo di accelerare il più possibile, io ho preallertato il consiglio per eventuali convocazioni straordinarie”, dichiara Vita a proposito della richiesta di alcuni azionisti di fare in fretta.

Ieri è intervenuto sulla questione anche il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan: “Capisco che è in corso una procedura trasparente. Naturalmente spero che sia la più veloce possibile. Mi aspetto che tutto sia deciso e pronto entro la fine dell‘estate”, ha detto in un‘intervista a Reuters.

Il 24 maggio Ghizzoni ha concordato con il cda la necessità di un avvicendamento. Inizialmente l‘obiettivo dei principali soci era di arrivare a un nome condiviso in tempo per la riunione di ieri ma una rete di veti incrociati ha reso più lento il processo.

“Con il prossimo Ceo concorderemo un nuovo percorso”, prosegue Vita ma la natura di banca paneuropea di UniCredit non è in discussione così come il quartier generale in Italia. E sul capitale, tallone d‘Achille della banca con un Cet1 transitional al 10,5% poco sopra il minimo regolamentare del 10%, Vita dichiara che “bisogna vedere come rafforzarlo, ci sono tante strade, alcune potremo perseguirle noi nell‘attesa, le altre verranno scelte dal nuovo capoazienda”.

Nell‘intervista Vita sottolinea “grande stima umana e professionale” per Ghizzoni e definisce “una leggenda metropolitana” il fatto che sia stato il dossier Popolare Vicenza a contribuire alla sfiducia nei confronti del banchiere.

Sull‘aumento di capitale della banca vicentina, che poi è stata salvata dal Fondo Atlante, intervenuta al posto di UniCredit sull‘inoptato, “è stato siglato, peraltro in ben altre condizioni di mercato, un contratto standard di pre-garanzia che prevedeva una serie di 14 condizioni per la trasformazione in una garanzia piena, tra cui la quotazione in Borsa”.

Infine, sulla sostituzione del consigliere dimissionario Manfred Bischoff, Vita spiega che sarà inserita “una donna in rappresentanza della Germania”.

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