May 31, 2016 / 9:37 AM / 2 years ago

Vigilanza, Visco: standard internazionali valorizzano autonomia banche

ROMA (Reuters) - I modelli di vigilanza prudenziale stabiliti a livello internazionale negli anni sotto la spinta del Comitato di Basilea valorizzano l’autonomia imprenditoriale delle banche e quindi non prevedono che l’autorità di supervisione possa sostituirsi sistematicamente nelle loro scelte gestionali.

A dirlo, in un’ampia parte delle sue considerazioni finali dedicata alla vigilanza, è il governatore di Bankitalia Ignazio Visco alle prese con le critiche ricevute per i costi sostenuti dagli obbligazionisti subordinati delle quattro banche e dagli azionisti di Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Con i recenti cambiamenti normativi a livello europeo, poi, risolvere le crisi bancarie senza oneri per depositanti e obbligazionisti è diventato molto più arduo.

“Siamo consapevoli delle maggiori difficoltà che oggi si incontrano nel gestire le crisi bancarie e delle conseguenze gravi che ne possono derivare sulla fiducia dei risparmiatori”, riconosce Visco.

Bankitalia quando rileva ipotesi di reato informa la Procura competente, ma non può disporre sequestri nè perquisizioni. “L’opinione pubblica non ne viene in generale a conoscenza: la legge impone che, salvo limitate eccezioni, le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d’Italia in ragione della sua attività di vigilanza siano coperti da segreto d’ufficio”, dice il governatore.

In tema di attività ispettiva, via Nazionale aggiorna “costantemente metodi e procedure di intervento preventivo” ed è aperta “alle critiche costruttive... a dare conto del proprio operato”.

Visco sottolinea anche che solo recentemente sono state modificate le norme per ottenere, quando necessario, il ricambio dei vertici.

Bankitalia ha gestito negli ultimi venti anni, con il ricorso al commissariamento, le crisi di 125 banche, prevalentemente di piccole dimensioni, di cui 56 negli ultimi sette anni.

“Le procedure si sono concluse con la restituzione

delle banche alla gestione ordinaria in oltre la metà dei casi. Le banche liquidate sono state circa un terzo; quasi sempre la liquidazione è stata accompagnata dalla cessione di attività e passività a un altro intermediario, garantendo in tal modo la continuità dei rapporti con la clientela”, rileva Visco.

“Gli interventi realizzati hanno consentito di creare le condizioni per il perseguimento delle responsabilità dei dissesti”

(Luca Trogni)

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