4 maggio 2016 / 09:27 / 2 anni fa

Banche, in vigore decreto per velocizzare recupero crediti, indennizzi

ROMA (Reuters) - E’ in vigore da oggi, dopo la pubblicazione ieri in Gazzetta Ufficiale, il decreto che ha introdotto nuove misure per velocizzare i tempi di recupero di garanzie su crediti in sofferenza e per indennizzare con un forfait alcuni degli obbligazionisti colpiti dalla risoluzione dello scorso novembre di quattro banche.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Alessandro Bianchi

Le misure sull‘accelerazione delle procedure di recupero, lungamente attese, hanno in parte deluso il mercato in quanto applicabili ai contratti futuri ma non allo stock esistente.

Il decreto ha introdotto alcuni nuovi strumenti per banche e imprese.

Il primo articolo prevede che gli imprenditori possano “costituire un pegno non possessorio per garantire i crediti loro concessi, presenti o futuri” su beni mobili destinati all‘esercizio dell‘impresa. Il debitore può continuare a utilizzare i beni in pegno, che devono essere iscritti in un apposito registro informatizzato. Entro 30 giorni il ministro dell‘Economia, di concerto con quello della Giustizia, emaneranno un decreto che regola l‘utilizzo di questo registro.

Se si verifica un evento che determina l‘escussione del pegno, il creditore (cioè la banca), può vendere o locare il bene in pegno fino a coprire il suo credito e restituire al debitore l‘eccedenza.

L‘articolo 2 introduce il patto marciano, cioè un patto tra impresa e banche per un finanziamento assicurato dal trasferimento di un immobile. Il trasferimento scatta solo quando il debitore è inadempiente per sei mesi, periodo applicato alle diverse rateizzazioni previste dai contratti. Questo patto può essere stipulato anche per finanziamenti in corso al momento dell‘entrata in vigore del decreto.

L‘articolo 3 istituisce presso il ministero della Giustizia un registro elettronico delle procedure di espropriazione forzata immobiliare, delle procedure d‘insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi.

Il registro è accessibile dalla Banca d‘Italia per la sua attività di vigilanza. Per costituire questo registro è stata autorizzata una spesa da 3,5 milioni euro annui per il periodo 2016-18 e enreo 30 giorni il ministero dell‘Economia e la Banca d‘Italia stipuleranno una convenzione per definire i rispettivi compiti.

All‘articolo 4 viene disciplinata l‘espropriazione forzata con l‘utilizzo obbligatorio del canale telematico per le vendite forzate. L‘articolo 5 regola l‘accesso degli organi delle procedure concorsuali alle informazioni contenute nelle banche dati, mentre l‘articolo 6 interviene a modificare la legge fallimentare consentendo di utilizzare canali telematici per le udienze e le assemblee dei creditori.

L‘articolo 7 stabilisce che le azioni della SGA, società costituita per il risanamento del Banca di Napoli, siano trasferite per un corrispettivo non superiore a 600.000 euro al ministero delle Finanze. Dopo questo passaggio “la SGA può acquistare sul mercato crediti, partecipazioni e altre attività finanziarie, nonché compiere le ulteriori attività previste dallo statuto, fermo il rispetto dei requisiti e degli obblighi previsti dalla normativa applicabile allo svolgimento di determinate tipologie di servizi nei confronti del pubblico”.

INDENNIZZI, QUATTRO MESI PER CHIEDERE FORFAIT

La seconda parte del decreto regola gli indennizzi per una parte dei circa 10.000 obbligazionisti subordinati che hanno subito l‘azzeramento dei titoli per effetto del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Cariferrara e CariChieti.

Gli investitori che hanno acquistato i bond prima del 12 giugno 2014 possono richiedere al Fondo di solidarietà istituito dal governo un forfait che coprirà al massimo l‘80% di quanto investito, sotto una delle seguenti condizioni:

- che abbiamo un patrimonio mobiliare sotto 100.000 euro

- che abbiano avuto nel 2015 un reddito inferiore a 35.000 euro

Il corrispettivo sarà il saldo tra il massimo dell‘80% meno la differenza, se positiva, tra il rendimento ottenuto e quello di un Btp di pari durata.

La domanda di indennizzo deve essere presentata entro quattro mesi “dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto” e “non consente il ricorso alla procedura arbitrale”.

Il decreto illustra i passi che deve compiere l‘investitore per presentare la domanda, con una serie di documenti da allegare.

Il Fondo, una volta ricevuta la domanda, verifica che ci sia sussistenza con i requisiti e in tal caso liquida il dovuto entro sessanta giorni dalla richiesta.

IMPOSTE DIFFERITE

Infine l‘ultimo capitolo del decreto definisce le norme sulle imposte differite attive che servono ad evitare le sanzioni dell‘antitrust Ue.

E’ previsto che il sistema bancario possa mantenere questo meccanismo delle DTA, pagando un canone annuo dell‘1,5% deducibile, fino al 2029. L‘1,5% del canone è calcolato sulla differenza tra le DTA in bilancio e le imposte pagate negli anni.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below