22 marzo 2016 / 16:37 / 2 anni fa

Lavoro, a breve norma in Cdm per rendere tracciabili i voucher

ROMA (Reuters) - I voucher, ovvero i buoni per le prestazioni di lavoro accessorio da 10 euro (7,5 euro netti), saranno resi pienamente tracciabili. Le imprese che li utilizzano dovranno comunicare preventivamente, per via telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore indicando la data, il luogo della prestazione e la sua durata.

Lo annuncia una nota del ministero del Welfare illustrando il contenuto di una norma inserita nel primo decreto correttivo dei decreti attuativi del Jobs act che verrà varato a breve dal Consiglio dei ministri.

Il Jobs act ha innalzato da 5.000 a 7.000 euro il tetto annuo dei compensi che ciascun lavoratore può ricevere attraverso il voucher (circa 2.000 euro da parte di un singolo committente).

La norma vuole evitare che le aziende acquistino il voucher ma lo usino solo in caso di controllo da parte di un ispettore del lavoro.

Secondo i risultati dell‘attività ispettiva, le violazioni più ricorrenti sono rappresentate dall‘utilizzo del lavoratore per più ore o più giornate rispetto a quelle dichiarate oppure dal pagamento della retribuzione in parte attraverso buoni lavoro e in parte in nero.

Secondo un report del ministero del Welfare e Inps, il numero delle persone retribuite con almeno un voucher durante l‘anno è passato da 24.437 nel 2008 a circa 1,4 milioni nel 2015 con una accelerazione a partire dalla liberalizzazione del 2012. Tra il 2008 e il 2015 la quota di donne è passata dal 22% al 52% dei totale.

Secondo il ministero, non sembra avere avuto effetto significativo l‘aumento a 7.000 euro del compenso complessivo per singolo lavoratore: il 64,8% dei prestatori ha riscosso nel 2015 meno di 500 euro di valore complessivo. Il 20% ha superato i 1.000 euro.

Il 31% dei prestatori ha meno di 25 anni con un importo medio lordo annuo pari a 554 euro.

Negli ultimi tre anni dai 40.816.297 voucher venduti nel 2013 si è arrivati ai 114.925.180 nel 2015, con un tasso annuo di crescita che è stato del 69,5% nel 2014 e del 66,1% nel 2015.

La Regione che ha fatto registrare il trend maggiore di aumento nel 2015 è stata la Sicilia (+98,6%) mentre nel 2014 era stata la Puglia (+124,2%).

I settori nei quali l‘uso del voucher risulta più significativo nel 2015 sono stati il commercio (14,9%), il turismo (14,4%) e i servizi (11,4%). Il 36,6% dei percettori di voucher nel 2015 aveva riscosso voucher anche l‘anno precedente.

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