9 febbraio 2016 / 18:24 / tra 2 anni

UniCredit, Ghizzoni incassa fiducia Cda con conti migliori di attese

L'amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizznni oggi nella sede centrale della banca, a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

MILANO (Reuters) - Il Ceo di UniCredit Federico Ghizzoni annuncia risultati 2015 migliori delle attese, che sorprendono soprattutto per la generazione di capitale, e incassa così la “piena fiducia” del Cda raffreddando per il momento le voci che lo vedevano oggetto di sfiducia da parte dei principali azionisti.

E la parziale delusione per la scelta di pagare, per il terzo esercizio consecutivo, il dividendo, confermato a 12 cent, tramite la formula “scrip” con assegnazione di azioni e, solo su richiesta, in contanti, è stata compensata dalla promessa di distribuire dal 2016 una cedola cash.

La reazione del mercato non è positiva con un -7,91%, un po’ peggio dei bancari italiani. “Si tratta però di un selloff indiscriminato che riguarda sia banche ritenute con un capitale adeguato sia quelle più deboli, non c‘è distinzione”, ha fatto notare Ghizzoni nella conferenza stampa sui conti.

Di fatto i commenti degli analisti sono positivi soprattutto sul dato di Cet1, ritenuto dal mercato uno dei punti deboli della banca, che “fully loaded” si è attestato al 10,94%, con una crescita di oltre 90 punti base. Replicare nel 2016 questa crescita non sarà semplice “ma contiamo di migliorare la posizione”, ha spiegato a questo proposito Ghizzoni.

La fiducia unanime del Cda arriva il giorno dopo le dichiarazioni di Leonardo Del Vecchio, socio con poco meno del 2%, secondo cui serve una discontinuità manageriale per il rilancio della banca. Fonti avevano riferito a Reuters di soci scontenti e della possibilità che il Ceo fosse sostituito anche in tempi brevi.

“Mi ha fatto piacere l‘attestazione di fiducia del Cda che aiuta chiaramente non tanto il sottoscritto ma tutto il team di UniCredit ad andare avanti con determinazione per portare a casa un 2016 che non sarà semplice”, ha commentato a questo proposito il banchiere.

Ghizzoni non ha commentato direttamente le parole di Del Vecchio, ma ha osservato che lui “segue con attenzione e scrupolo i principi di governance dell‘azienda contrariamente a qualcun altro”. E alla domanda se si è sentito nei mesi scorsi in bilico si è limitato a dire di essere “completamente focalizzato e determinato sulla gestione della banca” e di non avere il tempo di pensarci.

Il 2015 ha visto un utile netto di 1,7 miliardi di euro, dopo componenti non ricorrenti per 540 milioni, legate tra le altre cose alla valutazione di Ukrsotsbank e a oneri di ristrutturazione legati al piano strategico. Nel solo quarto trimestre l‘utile netto si è attestato a 153 milioni. Entrambi i dati sono superiori al consensus.

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