2 febbraio 2016 / 07:54 / tra 2 anni

Borse Asia tornano a scendere con calo petrolio

2 febbraio (Reuters) - Le borse dell‘area Asia-Pacifico sono in calo sull‘onda della diminuzione dei prezzi petroliferi causati dai timori di eccesso di scorte e anche a seguito dei dati deludenti sulla manifattura, che alimentano la preoccupazione per una debole crescita mondiale.

L‘indice MSCI (che non comprende la borsa di Tokyo, oggi in calo dello 0,6%) scende dello 0,73%.

Il greggio Usa ha perso l‘1,8% arrivando a 31,05 dollari a barile dopo essere arrivato a perdere il 7% nel corso della notte, sotto la pressione dei deboli dati economici cinesi (con l‘attività manifatturiera che si è contratta al ritmo più veloce dal 2012), della previsione Usa di temperature miti e dei dubbi sulla capacità dei fornitori di petrolio di fare qualcosa contro il rischio di un eccesso globale di produzione.

Nonostante il calo, comunque, il prezzo del greggio Usa è ancora superiore del 19% ai minimi da 12 anni toccati a metà gennaio.

“(I prezzi) sono solo tornati un po’ alla realtà, anche se si mantengono sopra i 30 dollari al barile”, dice Ben Le Brun, analista di mercato di OptionsXpress a Sydney, parlando dei timori sull‘aumento delle scorte e dei deboli dati economici.

Il future sul Brent Aprile è calato dell‘1,6% a 33,69 dollari.

Nonostante i dati, però, le borse cinesi vanno meglio di quelle della regione e registrano un rimbalzo, grazie in particolare alle small-cap. SHANGAI guadagna oltre il 2%, L‘indice delle più importanti aziende di Shanghai e Shenzhen, il CSI300 anche. “In un mercato dominato dall‘orso, gli investitori dovrebbero usare ogni rimbalzo per tagliare le partecipazioni azionarie, e recentemente è stato questo il quadro”, osserva Zeng Yan, analista di Zhongtai Securities. “Non ci sono modifiche nei fondamentali: i timori sulla svalutazione dello yuan ci sono ancora, l‘economia rimane in un quadro negativo, e la liquidità di mercato tende a essere limitata”.

HONG KONG è in perdita, attorno a -0,3%. Prada guadagna lo 0,44.

SINGAPORE perde lo 0,6%, dopo aver perso l‘1% ieri. Sotto pressione soprattutto il settore bancario, anche per l‘andamento del mercato immobiliare.

SYDNEY perde l‘1%, trascinata in basso dai titoli legati alle risorse e all‘attività industriale.

SEUL perde l‘1% dopo aver toccato i massimi da tre settimane e mezzo. Ritraccia anche la moneta locale, il won.

MUMBAI perde terreno dopo che la banca centrale ha mantenuto inalterati i tassi di interesse, in attesa degli annunci del governo sul bilancio statale per decidere possibili tagli, ma poi recupera.

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