12 gennaio 2016 / 07:39 / tra 2 anni

Borse Asia-Pacifico ancora in calo, pesa prezzo petrolio

12 gennaio (Reuters) - Le borse dell‘area Asia-Pacifico sono negative anche oggi, anche se le perdite sono più contenute rispetto a ieri, quando il principale indice di riferimento della regione ha registrato il calo più marcato da fine 2011.

La sede del SGX Singapore Exchange, la borsa di Singapore. Foto del 7 gennaio 2016. REUTERS/Edgar Su

L‘indice MSCI, che non comprende Tokyo (che ha chiuso a -2,71%), alle 8,24 perde lo 0,4% circa.

A pesare in particolare sono i prezzi petroliferi, scesi del 20% circa in meno di due settimane, mentre gli investitori sono preoccupati dalla reale portata del rallentamento economico della Cina e dal suo impatto sui mercati emergenti.

“Gli investitori sono ancora preoccupati dalla portata del rallentamento della Cina, e mentre potremmo trovarci nel mezzo di una fase di consolidamento, vediamo alcuni dati che indicano un dietrofront e alimentano l‘incertezza complessiva”, dice Ben Pedley, responsabile dell‘investment strategy per l‘Asia di HSBC Private Bank, a Hong Kong.

Mentre gli investitori si stanno ancora leccando le ferite dopo il forte calo dei prezzi globali delle commodity nel 2015 e la profonda flessione dei mercati cinesi, il 2016 ha già causato sofferenze per i portafogli d‘investimenti a causa del sempre più forte rallentamento dell‘economia globale e della volatilità dei mercati cinesi.

Ieri sera comunque Wall Street ha chiuso in rialzo, dopo tre sedute consecutive con perdite superiori all‘1%. “E’ un buon segnale che le azioni Usa siano tornate all‘acquisto terminando in territorio positivo... Forse ha aiutato l‘opinione che la Fed non potrebbe alzare i tassi quando i mercati sono in preda al timore per la Cina e al calo dei prezzi petroliferi”, dice Masahiro Ichikawa, senior strategist di Sumitomo Mitsui Asset Management.

Intanto, i prezzi delle commodity restano sotto pressione, con il petrolio che è sceso ai minimi da 12 anni sul timore per il rallentameto della domanda e l‘eccesso di scorte. Il rame è ancora ai minimi da sei anni e mezzo. Ne hanno risentito anche le monete legate alle commodity, come il dollaro australiano, quello canadese e il rand sudafricano.

** SHANGHAI ha terminato la seduta odierna in rialzo, dopo l‘ennesimo intervento della banca centrale cinese per stabilizzare lo yuan. A sostenere il mercato anche le notizie sulla possibilità che il Consiglio di Stato, cioè il governo cinese, potrebbe intervenire più attivamente nel regime finanziario. L‘indice delle aziende più grandi di Shanghai e Shenzhen ha registrato un rialzo dello 0,7%. Negativa invece HONG KONG, che perde perde lo 0,72%. Prada lascia sul terreno l‘1,92%.

** SEUL tocca i minimi da oltre quattro mesi a 1.890,86 punti, con la moneta locale, il won, che tocca il punto più basso da cinque mesi e mezzo.

** SYDNEY chiude in calo per l‘ottava seduta consecutiva sul timore che la debole economia cinese possa compromettere la fragile crescita globale.

** SINGAPORE azzera i guadagni di inizio seduta e perde oltre lo 0,5%.

** MUMBAI perde oltre lo 0,5% ma il comparto aereo guadagna grazie al calo dei prezzi petroliferi.

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