18 novembre 2015 / 16:53 / tra 2 anni

Banche, entro anno piani risoluzione preventivi per big Italia

ROMA (Reuters) - L‘autorità di risoluzione italiana, costituita all‘interno della Banca d‘Italia in applicazione delle nuove regole su risanamento e risoluzione delle banche in crisi, sta predisponendo i previsti piani di risoluzione delle prime tre banche nazionali, da ultimare entro fine anno.

Lo ha detto una fonte che sta seguendo questa vicenda.

I piani servono per poter affrontare tempestivamente crisi o potenziali dissesti delle banche vigilate e sono una misura di programmazione preventiva della gestione delle crisi prevista dalle nuove regole.

Le banche in questione sono Unicredit, Intesa SP e Monte dei Paschi, secondo un criterio dimensionale che viene seguito in Europa anche dalle altre autorità di risoluzione degli altri Paesi e che si basa sui depositi protetti ponderando il dato con indicatori di rischio reali o potenziali.

Che si partisse dalle più grandi, per poi passare a tutte le altre banche, lo aveva detto recentemente in una intervista Stefano De Polis, a capo della nuova unità costituita in Bankitalia, prevista dalla nuova legge che attua la Brrd, direttiva europea sul risanamento e risoluzione delle crisi che dal 2016 introdurrà in Italia anche il bail-in.

I piani di risoluzione sono diversi dai piani di risanamento, pure previsti dalla direttiva, come preparazioni ex-ante per fronteggiare eventuali crisi bancarie.

I piani di risanamento sono predisposti dalle stesse banche e individuano le misure che ciascun istituto intende adottare per sé per riportarsi in equilibrio patrimoniale e finanziario. Vengono implementati dalle stesse banche sotto il controllo della Vigilanza.

I piani di risoluzione individuano invece le strategie e le azioni in caso di dissesto o rischio di dissesto e sono elaborati dall‘autorità di risoluzione che fornisce alla banca solo le linee essenziali del piano. Questi sono implementati dalla stessa autorità.

Nel frattempo, ora che la legge sulla risoluzione è vigente, Bankitalia costituirà il previsto fondo di risoluzione nazionale, alimentato obbligatoriamente dalle banche e che dovrà avere una dotazione in 8 anni pari all‘1% dei depositi protetti. Ogni anno, già dal 2015, le banche italiane metteranno circa 500-600 milioni, che si aggiungeranno ai circa 400 annui per alimentare il Fondo di garanzia dei depositanti, per un totale di circa un miliardo all‘anno.

(Stefano Bernabei)

in Redazione a Milano Paola Arosio, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.netSul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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