29 ottobre 2015 / 17:44 / tra 2 anni

Lusso, crescita moderata in 2015 e 2016 al netto effetto cambi per Monitor Altagamma

MILANO (Reuters) - L‘industria del lusso mondiale, che va dalle auto al food fino al mercato dell‘arte, supera nel 2015 i 1.000 miliardi di euro, con una crescita nominale del 14% che si riduce a 5% a cambi costanti. All‘interno di un settore tanto vasto, il mercato dei beni personali di lusso raggiunge i 253 miliardi, con un aumento del 13% a cambi correnti che si traduce in +1/2% in termini reali.

Sono le stime di Bain & Company illustrate in occasione della quattrodicesima edizione del Monitor Altagamma sui mercati modiali.

Un quadro dunque fortemente condizionato dalle fluttuazioni valutarie e che vede di fatto un rallentamento della crescita organica: è il “new normal”, che significa “crescere a una cifra sola, ma sempre crescere”, ha sintetizzato Armando Branchini, vicepresidente di Altagamma.

Dalla ricerca di Bain emerge un altro tema chiave connesso a quello delle valute: i consumatori cinesi continuano ad acquistare la maggior parte dei beni di lusso mondiali (31% contro il 24% degli americani e il 18% degli europei) ma non più a Hong Kong e Macao, che registrano una contrazione del 25%. La scelta ricade sulle aree del mondo in cui c‘è un vantaggio “valutario” sui prezzi: quest‘anno ne hanno beneficiato l‘Europa, il cui euro debole ha rivitalizzato anche l‘afflusso di turisti americani, e il Giappone. Anche la Russia ha beneficato del deprezzamento del rublo, che ha per contro penalizzato il flusso dei buyer russi nel resto del mondo.

Gli Stati Uniti restano il mercato principale dei beni personali di alta gamma (79 miliardi di euro in totale, con New York che da sola pesa più dell‘intero Giappone), anche se il dollaro forte ha frenato gli acquisti dei turisti stranieri.“Il fattore che ha più condizionato il mercato del lusso quest‘anno è stato il deprezzamento dell‘euro. La svalutazione dello yuan è stata più che altro un segnale che Pechino intende favorire il consumo interno, mentre la crisi della borsa cinese, più che effetti concreti, ha avuto un impatto psicologico sugli investitori e sui consumatori americani. Il deprezzamento del greggio e di altre materie prime ha poi rallentato i flussi provenienti da Medio Oriente e Africa”, ha spiegato Claudia D‘Arpizio di Bain.

Le previsioni per il 2016, elaborate dalla Fondazione Altagamma in collaborazione con i principali analisti del settore, confermano la “nuova normalità” dei consumi globali dell‘alto di gamma con una crescita media stimata del 3/3,5%.

Centrali per le aziende saranno le politiche di prezzo, cui i consumatori sono sempre più attenti: “Il continuo aumento dei prezzi negli ultimi dieci anni, finalizzato a creare un posizionamento più esclusivo e massimizzare i flussi turistici, sta iniziando a torcersi contro i brand che devono pertanto ripensare la loro strategia”, ha concluso D‘Arpizio.

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