23 ottobre 2015 / 15:56 / tra 2 anni

Borsa Milano chiude positiva, peggio di Europa, balzo Telecom, Azimut

MILANO (Reuters) - Piazza Affari chiude positiva, ma non beneficia del taglio dei tassi cinesi che sostiene le altre piazze europee.

Un gestore ricorda che la Germania è il Paese più export oriented della zona euro e ha stretti rapporti commerciali con la Cina. Il Dax sale infatti di quasi il 3%.

Nel listino principale italiano sono invece poche le società che hanno scambi intensi con il Paese asiatico e non hanno il peso sufficiente per muovere l‘indice.

La banca centrale cinese ha varato una nuova serie di misure espansive, la sesta da novembre dell‘anno scorso, intervenendo sul costo del denaro e sul livello minimo delle riserve al fine di rilanciare l‘economia.

L‘indice FTSE Mib chiude in rialzo dello 0,53%, l‘Allshare dello 0,59%.

Parigi sale del 2,5%, Madrid dell‘1%.

Il settore del LUSSO è quello che può beneficiare di un rilancio dell‘economia cinese. Salgono infatti FERRAGAMO, TOD‘S e MONCLER.

BANCARI contrastati, senza una direzione.

AZIMUT balza di oltre il 5% già nella prima mezz‘ora di scambi, dopo che il titolo ha rotto importanti soglie tecniche secondo i trader, chiudendo a +5,8%.

I big INTESA SP e UNICREDIT sono nel terreno negativo a causa di realizzi, dopo una buona partenza.

Le voci stampa di un‘accelerazione dei colloqui per una fusione continuano a tenere accesi i riflettori su POPOLARE MILANO e BANCA CARIGE, che non evidenziano però grandi variazioni.

Brillante TELECOM ITALIA con il settore in Europa (stoxx tlc +2,5%) dopo i dati di Orange e la decisione di Deutsche Telekom di mettere sul mercato le attività olandesi.

FIAT CHRYSLER recupera il terreno perduto i giorni del collocamento di Ferrari, con alcuni investitori che scommettevano su un ribasso, dopo che l‘operazione Ipo era completata. Il titolo, ricordano i trader, è sostenuto dal fatto che incorpora un‘azione della casa di Maranello, che sarà distribuita a inizio 2016 con lo spinoff.

Oggi FERRARI a Wall Street sale dell‘1%.

Debole SARAS, nonostante il numero uno di Rosneft, Igor Sechin, abbia detto che la società russa manterrà il 12% nel raffinatore italiano.

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