23 ottobre 2015 / 15:16 / tra 2 anni

Mps, Consob chiede correzione bilanci, eviterebbe impugnativa -fonti

ROMA (Reuters) - Consob e Banca Mps hanno in corso una discussione sull‘eventuale riscrittura contabile dell‘operazione Alexandria nei bilanci dal 2012 sollecitata dall‘autorità di controllo, che vuole che emerga la natura di derivato dell‘operazione, come già la banca indica in modo pro-forma.

Lo hanno detto a Reuters due fonti vicine al dossier, dopo che ieri il presidente della Consob Giuseppe Vegas ha confermato che la Commissione sta valutando tutte le opzioni, inclusa quella di una impugnativa dei bilanci dopo i fatti nuovi emersi nel processo su questo caso in corso a Milano.

Consob si è costituita parte civile e ora, facendo proprie in sostanza le tesi della Procura, avrebbe chiesto formalmente alla banca senese, secondo le fonti, di correggere parti dei bilanci dal 2012, utilizzando l‘articolo 154 ter del Testo unico della finanza. L‘articolo prevede che Consob, qualora accerti la non conformità alle norme di contabilizzazione, possa chiedere all‘emittente di ripristinare la corretta informazione.

Anche Bankitalia, associazioni di risparmiatori e la stessa banca senese hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo.

Mps e Consob non hanno dato dettagli su questa vicenda.

L‘accusa sostiene che l‘operazione di compravendita dei Btp a lunga scadenza alla base della complessa struttura finanziaria fatta con Nomura fosse fittizia e che quindi la rappresentazione contabile a saldi aperti fatta nei bilanci del Mps non sia corretta. Piuttosto Alexandria avrebbe dovuto essere contabilizzato come Cds sintetico, cioè un derivato, nel modo in cui Mps lo rappresenta dal 2013 pro-forma nella nota integrativa proprio su richiesta di Bankitalia, Consob e Ivass.

Se Mps decidesse di correggere la contabilizzazione di Alexandria, nel frattempo chiuso con un accordo transattivo con la banca giapponese a fine settembre, potrebbe esserci un effetto contabile finale sul 2015, comunque poco significativo e secondo criteri già noti al mercato perchè indicati finora come pro-forma, concordano le fonti.

Un caso analogo di utilizzo del 154 ter c‘era stato con Saipem per il bilancio 2012 e allora la società dell‘Eni, pur non condividendo i rilievi di Consob, si adeguò alle richieste.

Se invece Mps decidesse di non accogliere l‘invito di Consob a riscrivere quelle parti dei bilanci, la Commissione potrebbe decidere di portare davanti a un Tribunale i bilanci, con una impugnativa che è prevista dall‘articolo 157 del Testo unico.

Un caso analogo c‘è stato quest‘anno con Carige, che Consob ha portato davanti al Tribunale di Genova, dove l‘impugnativa ora avrà i tempi lunghi della giustizia civile.

(Stefano Bernabei)

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