14 ottobre 2015 / 10:35 / 2 anni fa

Poste Italiane, offerta già coperta, sbarco in borsa 27 ottobre

MILANO (Reuters) - L‘Ipo di Poste Italiane ha già registrato una domanda sufficiente a coprire l‘intero ammontare dell‘offerta, inclusa la greenshoe.

Poste Italiane, offerta già coperta, sbarco in borsa 27 ottobre REUTERS/Alessandro Bianchi

E’ quanto spiegano alcune fonti vicine alla situazione.

Poste si avvicina così a grandi passi allo sbarco in Borsa che, secondo una comunicazione dei global coordinator agli investitori, è previsto per il prossimo 27 ottobre.

L‘Ipo di Poste è partita il 12 ottobre e si concluderà il 22 ottobre (il 21 per i dipendenti). La forchetta di prezzo è stata fissata a 6-7,5 euro, cifra che valorizza la società fino a 9,8 miliardi di euro.

Il ministero dell‘Economia venderà 453 milioni di azioni nell‘Opv, più altri 45,3 milioni nel caso di integrale sottoscrizione della greenshoe, puntando a un incasso massimo di 3,7 miliardi di euro.

Le fonti non hanno invece dato indicazioni sul prezzo a cui si sta concentrando la domanda e le opinioni dei gestori divergono.

“Come atteso la risposta del pubblico è importante, gli istituzionali vanno a prendersi questo nome con facilità perché è un‘azienda para-statale con una grossa liquidità, una grossa cassa e una grossa rete”, spiega Fabio De Gaspari, responsabile asset management di Invest Banca, sottolineando che la forchetta di prezzo è “accettabile, non troppo cara”.

“Penso verrà prezzata appena sotto il massimo”, aggiunge, sottolineando che il valore risiede nelle sue attività finanziarie e che il “pay-out è molto alto”.

Poste Italiane ha annunciato che intende distribuire, relativamente agli esercizi 2015 e 2016, un dividendo con un payout non inferiore all‘80%. Gli analisti di alcune banche che seguono l‘Ipo stimano l‘utile netto di Poste per il 2015 intorno o sopra i 500 milioni. Se queste stime si rivelassero corrette, il dividend yield sarebbe intorno al 5% nella parte bassa della forchetta e intorno al 4% nella parte alta.

“Tra gli istituzionali sono interessati i fondi pensioni, le fondazioni, gli istituti che hanno necessità di flussi reddituali come le assicurazioni. É possibile che anche i fondi sovrani siano interessati”, conclude, sottolineando che dal lato retail “anche l‘investitore cauto lo vede come un investimento possibile perché è un‘azione, ma è percepita meno rischiosa di altre”.

Di parere opposto Federico Polese, Ceo e investment manager di Simplify Partners Sa e partner di Method Investments and Advisory.

“E’ cara. Noi piazziamo ordini limitati a 6,25 euro”, spiega, sottolineando che se da un lato Poste è dotata di una rete importante per la distribuzione di prodotti finanziari, dall‘altro c‘è poca visibilità sul business tradizionale. “Comunque c‘è un buon top management e prime linee”, conclude.

(Elisa Anzolin, Francesca Landini, Maria Pia Quaglia)

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