2 ottobre 2015 / 11:10 / tra 2 anni

Rhiag lavora ad Ipo con traguardo 2016

MILANO (Reuters) - Rhiag continua a lavorare all‘Ipo, ma molto difficilmente sbarcherà a Piazza Affari entro il 2015. E, nel frattempo, gli azionisti valutano eventuali alternative.

E’ quanto dicono due fonti vicine alla situazione.

Nel luglio scorso, Reuters aveva anticipato che JP Morgan e Ubs avevano ricevuto un mandato per studiare la quotazione o la vendita della società che opera nella distribuzione per ricambi auto. [ID:nL5N0ZV3AN]

In effetti, l‘azionista di riferimento, l‘operatore di private equity Apax Partners, riferiscono le fonti, ha sempre avuto e continua ad avere come opzione privilegiata il collocamento in borsa. Il pool delle banche che lavorano all‘operazione è completato da Mediobanca e Bnp Paribas.

La situazione dei mercati borsistici, però, invita a procedere con calma. “Non c‘è particolare volontà di accelerare”, sintetizza una delle fonti.

La finestra di fine anno non verrà colta, a meno di improvvisi e, al momento, improbabili miglioramenti del sentiment degli investitori.

Nel frattempo guardano a Rhiag anche diversi operatori di private equity, che valutano un‘eventuale acquisizione.

“E’ un‘azienda molto interessante”, dice il manager di uno dei fondi che ha sul tavolo il dossier, “ma c‘è un tema di valutazione”.

Apax, infatti, punterebbe ad una valutazione attorno a 1 miliardo di euro, circa 10-11 volte l‘Ebitda atteso per quest‘anno.

Lo scandalo Volkswagen paradossalmente potrebbe essere un vantaggio per Rhiag. “Meno auto nuove si comprano, più ricambi vengono utilizzati”, spiega un osservatore che conosce molto bene il gruppo.

Rhiag ha una lunga storia di buyout alle spalle. Venne acquisita da Cvc nel 1998 e passò ad Alpha Associates nel 2007. L‘operatore paneuropeo, che in Italia è guidato da Edoardo Lanzavecchia, avviò il processo di quotazione nel 2011, ma, insoddisfatto dei numeri espressi dal mercato in una fase di turbolenza, decise di ritirare l‘operazione all‘ultimo giorno.

Nel 2013 Rhiag è passata sotto il controllo di Apax, che ha finanziato l‘acquisizione con l‘emissione di un bond ad alto rendimento da 415 milioni di euro, caricando la società di un debito netto pari a cinque volte l‘Ebitda. Il bond è stato poi aumentato di ulteriori 50 milioni.

Rhiag è presente in Italia, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Polonia, Ucraina, Bulgaria e Spagna.

Rhiag ha chiuso il primo semestre con vendite pari a 439,6 milioni e un Ebitda adjusted di 51,2 milioni. Il 2014 era andato in archivio con vendite pari a 781,7 milioni di euro, mentre l‘Ebitda si è attestato a 88,7 milioni.

Rhiag non ha voluto commentare le indiscrezioni.

(Massimo Gaia)

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