6 settembre 2015 / 10:48 / 2 anni fa

INTERVISTA - Banche, Padoan: auspicabile raccolta capitale e aggregazioni

CERNOBBIO (Reuters) - Le banche italiane sono invitate a cogliere l‘opportunità creatasi con il nuovo quadro in tema di integrazione globale e di sorveglianza europea per rafforzare il loro capitale e aggregarsi.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Tony Gentile

L‘incoraggiamento è del ministro dell‘Economia Piercarlo Padoan al lavoro con Bruxelles perchè la Ue recepisca una norma italiana che prevede la garazia indiretta dello Stato per i non performing loans.

“Per le banche italiane il quadro è cambiato. E’ stata introdotta la legge di riforma delle banche popolari proprio perchè di fronte alla maggiore integrazione globale e al passaggio alla sorveglianza europea le banche hanno, non dico più problemi, ma più opportunità sia di raccogliere capitale sui mercati sia di aggregazioni” ha detto il ministro a Reuters.

“Noi non entriamo nel merito dei singoli processi perchè questo dipende dalle banche. Le incoraggiamo però ad approfittare delle oppportunità perchè alla fine di questo meccanismo siano piu forti e di maggiore dimensione”.

In tema di sofferenze, che tuttora pesano su bilancio e attività delle banche, Padoan rileva che “il mercato dei non performing loans sta accelerando da solo”.

Il ministero dell‘Economia, dopo l‘introduzione delle misure per accelerare il recupero dei crediti e migliorare il regime fiscale della deducibilità delle svalutazioni, sta lavorando a livello tecnico con Bruxelles perchè accetti una sorta di ‘bad bank light’.

“L‘idea è quella di una garanzia indiretta, ma non abbiamo ancora definito ala misura. Con Bruxelles abbiamo un confronto a livello tecnico, a volte più complesso, a volte pià semplice” spiega Padoan, ricordando come la difficoltà di definire un prezzo per i non performing loans non faciliti la dialettica.

DEBITO/PIL 2016 CALERA’ NONOSTANTE BASSA INFLAZIONE

Il ministro, nel confermare che dopo i dati del secondo trimestre è ipotizzabile un Pil reale al di sopra dello 0,7% previsto nel Def, non si nasconde la difficoltà create da una ripresa dell‘inflazione che non si manifesta.

“La crescita dell‘inflazione è molto più difficile. È vero che l‘inflazione è più bassa dell‘inflazione attesa. E’ vero per noi, è vero per tutta la zona euro”, dice Padoan in risposta a una domanda sugli effetti che la crescita quasi nulla dei prezzi ha sul Pil nominale.

Nelle stime contenute nel Documento di economia e finanza di aprile, la crescita nominale per il 2015, su cui è incentrato il quadro di finanza pubblica, è indicata a 1,4%.

Alla fine del secondo trimestre il deflatore del Pil, misura dell‘inflazione che insieme al Pil reale determina il Pil nominale, si è fermato allo 0,3%. Mentre il governo lo stimava a primavera allo 0,7%.

Questo, assicura Padoan, non impedirà al rapporto debito/pil di scendere a partire dal 2016, contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, anche se “la velocità andrà verificata”.

Nelle ultime stime dell‘esecutivo il 2015 si dovrebbe chiudere con debito al 132,5% del Pil, per poi scendere l‘anno prossimo al 130,9%.

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