31 agosto 2015 / 07:15 / 2 anni fa

Eni, mercato premia scoperta maxi-giacimento Egitto, guarda a sviluppi

MILANO (Reuters) - Eni è in deciso rialzo a Piazza Affari in un mercato debole, dopo aver annunciato la scoperta di un giacimento di gas di rilevanza mondiale nell‘offshore egiziano del mar Mediterraneo.

l'AD di Eni Claudio Descalzi. REUTERS/Daniel Kramer

Il mercato festeggia la notizia, che oltre a confermare i successi del gruppo italiano nell‘attività di esplorazione, offre l‘opportunità di poter monetizzare parte del giacimento vendendone una quota, sostengono gli analisti.

Tutti fattori, questi, che potrebbero sostenere il titolo in un contesto di forte pressione per la debolezza delle quotazioni del greggio.

Attorno alle 10,20 Eni è il miglior titolo dell‘indice FTSE Mib e il migliore tra le major petrolifere europee con un guadagno dell‘1,9% a 14,69 euro dopo avere toccato un rialzo del 4% circa. L‘indice settoriale europeo cede lo 0,7%.

Eni ha annunciato ieri una scoperta di gas, definita ‘supergiant’, presso il sito denominato ‘Zohr’- di cui possiede il 100% dei diritti di eplorazione - che presenta un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (5,5 miliardi di barili di olio equivalente).

Si tratta della più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale, soddisfacendo la domanda egiziana di gas per decenni, ha spiegato la società.

“La scoperta ha estrema rilevanza, se si considera che ha una dimensione pari al 55% delle riserve scoperte negli ultimi 10 anni (10 miliardi di barili, di cui appena 300 mln negli ultimi 6 mesi)”, commenta Icbpi in una nota.

Intermonte stima il valore del giacimento in circa 10 miliardi di dollari “su ipotesi di tasso di recupero 70% e Npv di 2,2 dollari/boe”. Secondo Santander “è molto probabilmente la società possa cercare di monetizzare presto (entro 3-4 anni) una parte consistente di questa risorsa (possibilmente una quota del 30-40%)”.

Il broker stima che una cessione del 30-40% del giacimento Zohr possa valere per Eni circa 2,8-3,7 miliardi di euro, assumendo un tasso di recupero dell‘80% e un Net present value (Npv) di 2,10 dollari di barili di olio equivalenti (boe).

In una intervista a Repubblica l‘AD di Eni, Claudio Descalzi, ha detto che il gruppo italiano è aperto alla vendita di una quota del giacimento egiziano, così come è avvenuto per il progetto del Mozambico, anche se non vi è una particolare necessità.

“E’ una porta aperta, per dare valore e solidità al bilancio di Eni”, dice Descalzi.

“Ma non andrà necessariamente così: qui c‘è da spendere meno che in Mozambico, e il nuovo gas andrà soprattutto nel mercato domestico locale, con prezzi ben definiti e scollegati da quelli del petrolio, oggi ai minimi dei sei anni”, ha specificato.

L‘AD, intervistato anche da La Stampa, ha sottolineato il particolare valore strategico della scoperta in quanto fatta in Egitto, dove Eni opera da oltre sessant‘anni, e dove possono essere sfruttate importanti sinergia con le istallazioni presenti.

“Per l‘Egitto significa l‘autosufficenza energetica, con tutto ciò che questo comporta, compresa una maggiore stabilità in tutta l‘area. Per l‘Italia l‘opportunità di importare una parte di quel gas che l‘Egitto non userà”, spiega Descalzi a La Stampa.

In particolare “un quantitativo rilevante, ma sempre di complemento, potrebbe arrivare direttamente in Italia, via nave, tramite l‘impianto di liquefazione di Damietta”, impianto egiziano non attualmente in esercizio per mancanza di gas, ha aggiunto l‘AD a Repubblica.

Quanto ai tempi per la commercializzazione del nuovo gas, Descalzi prevede di ottenere le licenze di sviluppo e produzione entro qualche mese e l‘apertura dei primi pozzi l‘anno prossimo.

“Mi aspetto insomma che i frutti si vedano entro la fine del piano strategico 2015-2018”, dice.

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