24 agosto 2015 / 10:29 / 2 anni fa

Btp, calo quasi azzerato dopo tonfo su Cina, spread rientra in area 130 punti base

MILANO (Reuters) - Il mercato obbligazionario italiano è risalito dai minimi toccati in mattinata sulla nuova ondata di avversione al rischio che dall‘azionario cinese e asiatico si è propagata ai listini europei e a metà seduta rivede i livelli di venerdì in chiusura.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan REUTERS/Francois Lenoir

Una dimostrazione della complessiva buona tenuta dei Btp, considerando che questa settimana il Tesoro riavvierà le emissioni dopo la pausa estiva.

“Non mi sembra ci sia da preoccuparsi, se si considera l‘insieme i titoli di Stato italiani stanno reggendo bene”, commenta un dealer da Milano.

A scuotere i mercati finanziari globali sono i timori di una brusca frenata della crescita cinese e il suo potenziale impatto sulle prospettive di crescita globali.

Intorno alle 12, il tasso del decennale italiano sale a 1,875% da 1,864% della chiusura, dopo un picco intraday in area 1,93%, sui massimi da fine luglio.

Lo spread con l‘analoga scadenza del Bund, salito fino a 138 punti base, massimo dall‘8 luglio, da 129 del finale di seduta di venerdì, si attesta a 131 punti base.

“L‘avvio è stato piuttosto pesante, poi ci sono state un po’ di prese di profitto sul comparto ‘core’ in rally da stamattina, e questo ha favorito il recupero dei Btp, in parallelo alla borsa”, dice un secondo operatore.

Piazza Affari, arrivata a cedere il 4% nella prima parte della mattinata, lascia sul terreno il 2,6%

Alla tenuta dei Btp contribuisce certamente il programma di quantitative easing della Banca centrale europea, che garantisce fino a settembre dell‘anno prossimo acquisti per circa 8 miliardi al mese sul secondario.

“Se sul fronte economico la situazione dovesse peggiorare, peraltro, la Bce potrebbe aumentare l‘importo complessivo del quantitative easing e questo evita reazioni scomposte”, prosegue il secondo dealer.

Il programma di acquisti, della portata complessiva superiore a 1.100 miliardi di euro, è stato esteso lo scorso marzo ai titoli pubblici per riportare l‘inflazione nella zona euro, ora appena oltre lo zero, verso il target inferiore ma vicino al 2%.

Ma la frenata cinese e il calo dei prezzi del greggio si stanno già riflettendo sulle aspettative dei prezzi: uno degli indicatori seguiti dalla Bce, che prevede quali saranno le proiezioni di inflazione a 5 anni nel 2020, è sceso all‘1,621%, il minimo da fine febbraio.

ASTE TESORO IN VISTA, GRECIA RESTA INCOGNITA

A mercati chiusi il ministero dell‘Economia renderà noti i dettagli dell‘asta Bot di giovedì, mentre domani verranno annunciati quelli del collocamento a medio-lungo, che riprenderanno venerdì dopo la consueta pausa di metà agosto. Mercoledì, invece, veranno proposti 2,5-3 miliardi del nuovo Ctz.

“Chiaramente in un contesto di mercato simile, la ripresa delle emissioni non può che mettere un po’ di pressione al mercato”, ragiona il primo operatore, che tra settembre e ottobre ritiene plausibile rivedere lo spread in area 145-150 punti base, con il decennale al 2%.

Oltre alla Cina, a suggerire una certa prudenza verso il comparto dei periferici europei è la situazione politica in Grecia, dopo le dimissioni del premier Alexis Tsipras, che punta a tornare alle urne a settembre, ottenendo un mandato che gli permetta di implementare le misure previste dal piano di salvataggio sottoscritto nelle scorse settimane.

Dopo l‘infruttuoso tentativo dei conservatori di Nea Democratia, anche la nuova formazione di sinistra, nata dalla scissione del principale partito di governo Syriza, è intenzionata a sfruttare i tre giorni previsti per consultarsi con gli altri partiti.

La probabilità di formare un governo sostenuto dall‘attuale parlamento sono pressocché nulle ma intanto i tempi potrebbero allungarsi.

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