11 agosto 2015 / 16:43 / 2 anni fa

Turisti cinesi cauti su shopping dopo svalutazione yuan

PARIGI/HONG KONG (Reuters) - I turisti cinesi che affollano le principali città del mondo temono di vedersi tarpate le ali se la svalutazione dello yuan si trasformerà in una più profonda riduzione del loro potere d‘acquisto.

Oltre 100 milioni di cinesi viaggiano all‘estero ogni anno, acquistando più beni di lusso di ogni altro paese.

“Avevo programmato di andare a Seul questo mese con le amiche e poi in Thailandia da sola a ottobre. Ma temo che lo yuan si svaluterà ancora”, ha detto a Reuters Xuechang Huang, casalinga 48enne di Guangzhou. “Quindi penso che non andrò a Seul a fare shopping, solo in Thailandia per turismo”.

Altrettanto decisa Huang Ruifen, proprietaria di un negozio di Guangxi in viaggio a Hong Kong per fare shopping. “Smetterò di comprare beni di lusso finché lo yuan non ricomincerà a salire”.

La Cina ha svalutato la moneta locale del 2% dopo una serie di dati economici deboli, una mossa che alcuni economisti pensano possa essere il preludio a una flessione di più lungo termine del tasso di cambio. L‘intervento è stato il più forte dalla massiccia svalutazione decisa nel 1994 e sembra ribaltare la precedente politica di uno yuan forte.

Gli investitori hanno immediatamente scommesso che a soffrirne saranno i titoli del lusso che in borsa, sia a Parigi che a Milano, oggi hanno subito pesanti vendite.

I turisti cinesi quest‘anno hanno speso cifre record per i beni di lusso, come emerso da un rapporto Global Blue di aprile. Per le destinazioni europee in particolare la debolezza dell‘euro ha rappresentato un forte incentivo.

Secondo gli analisti la spesa cinese in lusso pesa per circa il 45% del mercato globale e per oltre un terzo in Europa.

Nonostante le reazioni del mercato, gli effetti potenziali della svalutazione non sono soltanto negativi per il settore.

Secondo Global Blue ben il 40% degli acquisti dei turisti cinesi all‘estero è destinato ad essere rivenduto in patria sul mercato grigio per ricavarne un profitto, quindi la debolezza dello yuan potrebbe riportare in Cina alcune vendite.

I margini del settore del lusso sono inoltre solitamente più alti in Asia, anche se gli effetti del cambio per le società con base in Europa potrebbero cancellare parte di questi benefici.

“Nel complesso secondo me sarà probabilmente negativo”, commenta Christopher Walker di Nomura, “ma è sempre più difficile da monitorare... Tutte le società del lusso cercano di gestire la politica dei prezzi e gestire le divergenze. Questo solleva ancora un altro dubbio sul mix di prezzi”.

(Andrew Callus e Wiki Su)

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