23 luglio 2015 / 14:42 / 2 anni fa

Rcs, fonti: consiglio diviso con Costa e Jovane su fronti opposti

MILANO (Reuters) - Si è creata una frattura nel consiglio di amministrazione di Rcs con il presidente Maurizio Costa e l‘AD Pietro Scott Jovane schierati su fronti opposti in un momento in cui il gruppo editoriale cerca di scongiurare un nuovo aumento di capitale.

Tra i temi al centro dell‘acceso dibattito la stesura del nuovo piano industriale e la cessione di Rcs Libri a Mondadori, che sembra comunque destinata ad andare in porto per far fronte alle necessità finanziarie del gruppo.

E’ quanto raccontano più fonti vicine alla situazione a soli tre mesi dall‘insediamento del nuovo consiglio e del presidente Maurizio Costa.

“Il consiglio è spaccato, le posizioni di Costa e Jovane sono molto distanti su diverse questioni chiave”, dice una fonte vicina al consiglio di amministrazione di Rcs.

La frattura tra i due manager e dentro il Cda è stata confermata a Reuters da altre due persone a conoscenza della situazione.

Il portavoce di via Rizzoli ha detto: “Al momento Rcs non ritiene di commentare, come da tradizione, quelle che definisce indiscrezioni stampa”.

Una fonte vicina alla società parla di “normale dialettica interna nell‘ambito di un ampio percorso di definizione delle strategie future del gruppo”.

Lo scorso aprile i principali soci di Rcs, Fiat e Mediobanca, sono riusciti a trovare un compromesso con altri azionisti per la presidenza di RCS sul nome di Costa, ex AD di Mondadori.

Questa mossa ha permesso la conferma di Jovane, criticato per la gestione del gruppo da azionisti importanti come il patron di TOD‘S Diego Della Valle.

Non è chiaro quale possa essere l‘esito del conflitto in un momento tanto delicato per l‘azienda sia sotto il profilo finanziario, sia sotto quello strategico.

DUE “TRIGGER EVENTS”

Uno dei pomi della discordia è la cessione (e la relativa valutazione) di un asset considerato finora strategico, il ramo Libri, per centrare i criteri posti dai finanziatori sul debito di RCS, i cosiddetti covenant.

Le fonti concordano nel ritenere inevitabile, in mancanza della dismissione Libri, un nuovo aumento di capitale fino a 190 milioni di euro dopo la prima tranche da 410 milioni nel 2013.

Jovane ha sempre escluso la necessità di dover ricorrere a nuove iniezioni di liquidità da parte dei soci e ha indicato come strada prioritaria per reperire risorse il taglio dei costi e le dismissioni degli asset non core.

Due fonti riferiscono che un consiglio di amministrazione di Rcs è in agenda domani, secondo una delle due su argomenti di routine. Quello successivo sarà il 30 luglio sui conti.

Mondadori ha presentato un‘offerta vincolante per Rcs Libri valutandola tra i 120 e i 150 milioni di euro

Rcs ha in carico i Libri a 180 milioni compresi 30 milioni di cassa.

Rcs ha chiuso il 2014 con un debito di 482,5 milioni su un Ebitda, prima delle poste straordinarie, di 70,1 milioni. Al 30 marzo 2015 la posizione finanziaria netta è peggiorata a -507,5 milioni, con un Ebitda adjusted negativo, seppur in miglioramento dall‘anno prima, per 22,3 milioni.

Il contratto di finanziamento con le banche del 2013, poi modificato l‘anno seguente, prevede che per fine 2015 la posizione finanziaria netta debba essere minore o uguale a 440 milioni e con un rapporto sull‘Ebitda inferiore a 3,5 volte.

Ci sono poi due “trigger events” da verificare al 30 settembre che farebbero scattare l‘obbligo di procedere alla ricapitalizzazione “in tempo utile per consentire la sottoscrizione entro il 31 marzo 2016”: un rapporto superiore a 4,5 volte tra posizione finanziaria netta e Ebitda (da calcolarsi ante oneri non ricorrenti fino a 40 milioni e “su base rolling last twelve month”) e proventi effettivamente incassati da cessioni inferiori a 250 milioni.

“Credo che alla fine la cessione dei Libri ci sarà, più per forza che per scelta”, dice la fonte, sulla stessa linea delle altre persone interpellate.

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