5 dicembre 2014 / 12:09 / tra 3 anni

Btp forti in scia Draghi, spread tocca minimi luglio 2010 a 118 pb

MILANO - Il secondario italiano appare molto forte a metà seduta, in un‘ulteriore metabolizzazione della conferenza stampa della Bce che ieri, dopo un‘apparente vaghezza iniziale, ha in definitiva consolidato le attese di ulteriori mosse espansive come l‘acquisto di titoli di Stato all‘inizio dell‘anno venturo.

Il presidente della Bce Mario Draghi durante la conferenza stampa del 4 dicembre a Francoforte. REUTERS/Ralph Orlowski

Il rendimento del decennale di riferimento italiano si è spinto a nuovi minimi storici a 1,951%. Il differenziale di rendimento fra benchmark tedeschi e italiani ha raggiunto i 118 punti base, minimi dal 27 luglio 2010 quando aveva toccato i 117 punti base.

“E’ fondamentalmente ancora l‘effetto della conferenza stampa della Bce di ieri” dice un trader italiano. “Gli investitori sono ancora corti e le attese di un ‘quantitative easing’ li spingono al comprare”.

Da giorni il mercato si era posizionato su una chiara indicazione della Bce in merito a un imminente acquisto di titoli di Stato. Ieri, pur non fornendo indicazioni concrete sulle prossime mosse della banca centrale, il presidente dell‘istituto centrale Mario Draghi ha però precisato che non occorre l‘unanimità per decidere il lancio del ‘QE’. Un messaggio diretto ai falchi della Bce e anche al mercato, che lo ha accolto con favore. Draghi ha anche detto che all‘inizio del 2015 la Bce valuterà nuovamente lo stimolo monetario e che in caso di necessità è pronta a intervenire prontamente con nuove misure che i tecnici della banca centrale stanno già studiando.

Un concetto, quello di un‘unanimità non necessaria, espresso stamane suo malgrado anche dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble il quale - pur ribadendo che a suo avviso una politica monetaria eccessivamente accomodante è la causa e non la soluzione dei problemi dell‘economia europea - ha detto che l‘opposizione della Germania e di altri governi della zona euro non impediranno alla Banca centrale europea di agire anche attraverso un piano di acquisto di titoli di Stato.

“Il mercato l‘ha capito, e si vede la corsa ai titoli di Stato” dice ancora il trader.

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