4 dicembre 2014 / 12:57 / tra 3 anni

Bce, Draghi: valutazione su stimolo monetario ad inizio 2015

FRANCOFORTE (Reuters) - All‘inizio del 2015 la Bce valuterà nuovamente lo stimolo monetario e in caso di necessità è pronta a intervenire prontamente con nuove misure che i tecnici della banca centrale stanno già studiando.

Il numero uno della Bce Mario Draghi. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Lo ha detto il presidente Mario Draghi nella conferenza stampa - la prima nella nuova sede di Francoforte - seguita al meeting odierno della Bce, che ha lasciato invariati i tassi di interesse.

“All‘inizio del prossimo anno il Direttivo rifarà la valutazione dello stimolo monetario ottenuto, dell‘espansione del (proprio) bilancio e delle prospettive sulla stabilità dei prezzi” ha affermato il numero uno della banca centrale che ribadisce: “Dovesse rendersi necessario affrontare ulteriormente i rischi di un periodo di bassa inflazione troppo prolungato, il direttivo rimane unanime nel proprio impegno ad utilizzare strumenti non convenzionali all‘interno del proprio mandato. Ciò implicherebbe un‘alterazione all‘inizio dell‘anno prossimo dell‘importo, del percorso e della composizione delle nostre misure”.

NON SERVE UNANIMITÀ SU QE

Le parole di Draghi sembrano dunque rafforzare l‘idea secondo cui entro i prossimi pochi mesi la Bce deciderà di estendere i propri programmi di acquisto, per ora limitati a covered bond e Abs, anche ai titoli di Stato. Allo stesso tempo deludono chi si aspettava già per oggi, se non un annuncio, almeno indicazioni più tangibili sulle prossime mosse della banca centrale.

Ad una domanda sulla data di un‘eventuale nuova decisione Draghi ha risposto esplicitamente che non darà questo tipo di informazione. Draghi ha poi riferito il board ha discusso tutti gli eventuali tipi di manovre aggiuntive, incluse diverse opzioni di quantitative easing, ma che su tale ipotesi occorre lavorare ancora. Sebbene, ha precisato, non occorre l‘unanimità per decidere il lancio del QE.

D‘altra parte - ha spiegato il numero uno della Bce - la banca centrale “intende” - e quindi non più “prevede” come detto finora - portare il proprio bilancio ai livelli di inizio 2012, dunque con una potenziale espansione di un miliardo di euro.

PEGGIORA QUADRO RIPRESA

Sul fronte economico Draghi ha confermato peraltro un quadro ancora insoddisfacente per la zona euro, con un profilo di crescita “più debole”, una ripresa che sarà “modesta” e “divergenze significative e crescenti” nel ciclo di politica economica tra i principali paesi.

“I rischi che gravano sulle prospettive economiche dell‘area euro sono in peggioramento” ha specificato.

TASSI FERMI

La Bce ha lasciato fermo il tasso di rifinanziamento principale al minimo storico dello 0,05%, raggiunto a seguito dell‘ultimo taglio, effettuato lo scorso settembre.

Invariati anche il tasso sui depositi overnight, a -0,2%, e quello sui prestiti marginali, a 0,3%.

Nessuno dei 17 operatori interpellati da Reuters nell‘ultimo sondaggio in vista del meeting odierno riteneva che la Bce avrebbe annunciato nuove misure in questa occasione.

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