18 novembre 2014 / 15:07 / tra 3 anni

Mps, Profumo: valuteremo se arriva straniero con assegno

ROMA (Reuters) - Il presidente di Mps Alessandro Profumo non vede “la fila” di investitori interessati a comprare la banca senese e se arrivasse un soggetto straniero con un‘offerta cash la banca sarà pronta a valutarla.

Piuttosto, ha detto il banchiere in una tavola rotonda al consiglio nazionale della Fabi, se una banca è interessata e ha già attività in Italia, potrebbe valutare le sinergie da aggregazione e essere disposta a pagare di più.

“Se arriva uno straniero con l‘assegno in bocca lo valuteremo”, ha detto Profumo, la cui banca sta lavorando per coprire lo shortfall da 2,11 miliardi emerso dopo l’esercizio della Bce attraverso un aumento fino a 2,5 miliardi e anche valutando eventuali proposte di aggregazione.

”Se [un eventuale soggetto interessato] ha business in Italia ha potenziali sinergie e quindi può pagare un po’ di più”, ha aggiunto.

Una delle banche straniere più spesso indicate come possibile acquirente di Mps è la francese Bnp Paribas che nel 2006 ha acquistato Bnl e l‘anno dopo è stata a un passo dal rilevare Antonveneta, poi andata al Monte.

I vertici dell‘istituto di credito francese hanno finora negato di essere interessati.

Profumo non si aspetta che un‘eventuale banca interessata al Monte decida di entrare in occasione del prossimo aumento di capitale.

“Se ci fosse una banca interessata punterebbe a comprare il 100% o ci fondiamo, tendo a escludere che venga in aumento per prendere il 20%”, ha detto il presidente di Mps.

Anche la tempistica tra le varie ipotesi è del tutto aperta.

A chi chiedeva se ci sarà necessariamente prima l’aumento e poi un‘eventuale aggregazione, Profumo ha chiarito che “non è stata ancora decisa la temporizzazione. Dobbiamo lavorare in parallelo anche sull‘ipotesi dell‘assetto strategico. La tempistica la decideremo in relazione alle opportunità”.

L’aumento deve essere realizzato entro 9 mesi da ottobre ed è prevedibile che venga fatto prima di quella scadenza, ha detto ancora.

“Con questo aumento avremo un Cet1 molto alto che la gente per darci [i soldi] vuole venga remunerato. Oggi il costo del capitale per le banche italiane è un po’ sopra il 10% e noi non siamo molto diversi dagli altri. Chi gestisce i risparmi, chi deve comprare un titolo bancario deve avere una remunerazione omogenea a questo costo del capitale”, ha spiegato Profumo.

“Noi i costi li abbiamo già tagliati parecchio, vediamo i ricavi crescere ma in modo abbastanza limitato e quindi per remunerare questo aumento ulteriore di capitale pensiamo sia necessario avere più economie di scala per poter ridurre ancora i costi”.

Per Profumo quello della redditività è un problema comune a tutto il sistema bancario.

“Con due miliardi di utile netto, Unicredit ha credo 40 miliardi di capitale, bisogna fare una frazione e viene 5% che mi sembra ancora sotto il costo del capitale, anche se ha un costo certamente più basso di Monte dei Paschi e viene percepita come non rischiosa”.

(Stefano Bernabei)

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