12 novembre 2014 / 14:38 / tra 3 anni

Bce, Draghi: tassi interesse a livello attuale per lungo periodo

ROMA (Reuters) - I tassi di interesse saranno mantenuti dalla Bce al livello attuale per un lungo periodo di tempo.

Mario Draghi, presidente della Bce. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi nel corso di un discorso di commemorazione di Federico Caffè a Roma.

Dopo avere ricordato le recenti iniziative della Bce, Draghi ha aggiunto che “tutte queste azioni di politica monetaria, accompagnate dalla previsione di mantenere i tassi di interesse al livello attuale per un lungo periodo di tempo e di continuare nell’espansione del bilancio Bce e assieme all’impegno del Consiglio dei governatori di intraprendere ulteriori azioni di politica monetaria non convenzionali nel caso in cui le aspettative di inflazione di medio termine dovessero peggiorare o nel caso in cui le misure già decise dovessero rivelarsi in tal senso insufficienti, ha portato ad una espansione monetaria senza precedenti. Oggi tutti i tassi di interesse di mercato attuali e attesi su qualunque orizzonte sono più bassi di quanto non siano mai stati e più bassi di quanto siano oggi negli Stati Uniti”.

Parlando a una platea di studenti universitari, Draghi si è soffermato a lungo anche sul tema della disoccupazione, in particolare di quella giovanile.

“L’attuale, inaccettabile livello della disoccupazione – il 23% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni non ha un lavoro – è contro ogni nozione di equità, è la più grande forma di spreco di risorse, è causa di deterioramento del capitale umano, incide sulle potenzialità delle economie diminuendone la crescita per gli anni a venire”, ha detto Draghi.

Il presidente della Bce ha aggiunto che “questa disoccupazione trova la sua origine dapprima nella Grande Recessione che ha toccato tutte le economie avanzate; poi nella crisi del debito sovrano che ha concentrato le perdite di posti di lavoro in quei paesi dove il debito e il deficit pubblico erano più alti, dove gli strumenti fiscali di stabilizzazione macroeconomica sono stati paralizzati dalla necessità di dimostrare agli investitori che il debito, nonostante la crisi, era sostenibile; in questi paesi il meccanismo di trasmissione della politica monetaria ha smesso di funzionare, inducendo una restrizione creditizia che ha ulteriormente aggravato la crisi. I fattori ciclici hanno quindi avuto un ruolo importante nell’aumento della disoccupazione”.

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