21 ottobre 2014 / 11:10 / 3 anni fa

Titoli di Stato, in 2015 emissioni intorno a 460 miliardi di euro

MILANO (Reuters) - Nel 2015 le emissioni lorde di titoli di Stato italiani si attesteranno a un livello simile a quello, intorno ai 460 miliardi, atteso per quest‘anno. Il pesante profilo delle scadenze di titoli a medio-lungo termine sarà compensato da minori volumi di Bot e da un fabbisogno statale inferiore a quello 2014.

A dirlo è Maria Cannata, responsabile del Tesoro per la gestione del debito pubblico.

“Il valore complessivo delle emissioni dovrebbe essere non dissimile da quello di quest‘anno, in conseguenza di maggiori scadenze di titoli a medio-lungo termine, ma minore circolante dei Bot e un fabbisogno inferiore” spiega a Reuters.

L‘anno in corso dovrebbe concludersi con emissioni a ridosso dei 460 miliardi di euro. A metà settembre Cannata aveva parlato di “dieci miliardi in meno già acquisiti” rispetto ai 470 previsti in precedenza e di possibili ulteriori risparmi[ID:nL6N0RJ1M2].

Nel 2015 scadranno titoli per circa 385 miliardi di euro, totale di cui 175 di Btp, Cct ed eurobond. Nell‘anno in corso l‘ammontare da rinnovare si attesta a 390 miliardi, di cui solo 137 relativi a Btp, Cct ed eurobond.

Le conseguenze della fiammata dei mercati della settimana scorsa con picchi dello spread Btp/Bund a 10 anni oltre i 200 punti base e con il rendimento del Btp di pari durata oltre il 2,75% vengono considerate limitate. “Il livello dei tassi è ancora molto basso, ancorché un po’ più elevato rispetto a un paio di settimane fa. Il costo medio all‘emissione nei primi 9 mesi dell‘anno è stato pari all‘1,42%” commenta Cannata, aggiungendo che “potrà esserci un po’ di volatilità, cosa non insolita verso fine anno”.

CINA E GIAPPONE PREFERISCONO BOT IN ASTA

Per quanto riguarda la presenza degli investitori esteri alle aste del Tesoro italiano l‘eurozona rimane l‘area più presente, seguita dagli Stati Uniti e in generale dall‘area nord americana.

“Seguono l‘Europa non euro e i mercati asiatici, a partire da Cina e Giappone che prediligono al momento scadenze non troppo lunghe, in particolare i BOT dove sono piuttosto assidui anche in asta, mentre per il resto sono più presenti e attivi sul mercato secondario” commenta Maria Cannata.

BTP ITALIA, DOMANDA SODDISFACENTE

Il collocamento del Btp Italia a rilento rispetto alle precedenti tornate [ID:nL6N0SF2VW] non spaventa il Tesoro.

“Considero la domanda del primo giorno oltre i 2,95 miliardi soddisfacente; anche se non c‘è la valanga delle ultime volte, è comunque un dato superiore al primo giorno dell‘emissione di ottobre 2012. D‘altra parte il nostro funding è già molto avanzato” commenta Cannata. Secondo calcoli Reuters, prima del Btp Italia il funding aveva raggiunto l‘83,5 del totale annuo.

Ad aprile dopo il primo giorno di sottoscrizione il precedente Btp Italia era stato collocato per 6,7 miliardi.

“Il motivo del minor ammontare di ordini penso sia da ricercare soprattutto nel tasso cedolare più basso, conseguenza della riduzione dei rendimenti fin qui registrata. Solo da aprile scorso, al momento della precedente emissione del Btp Italia, in quest‘area della curva i tassi sono scesi di circa 50 punti base. Il mercato, peraltro, ancora risente della volatilità che ha caratterizzato la settimana scorsa” aggiunge.

La cedola minima è stata fissata dal Tesoro all‘1,15%.

Per quanto riguarda le richieste degli investitori professionali - in calendario giovedì 23 con un differente codice Isin che verrà comunicato mercoledì sera - “dopo aver visto come si è conclusa la fase retail, ci faremo un‘idea circa delle dimensioni finali dell‘emissione per valutare quale quota allocare agli istituzionali” commenta la responsabile del Tesoro. “A quel punto decideremo quale ammontare può essere riservato alla seconda fase senza farci troppo influenzare da eventuali ordini gonfiati” aggiunge.

Nelle prime sei emissioni il Tesoro ha collocato il Btp Italia per circa 87 miliardi di euro.

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