15 ottobre 2014 / 07:44 / tra 3 anni

Borsa Milano cede oltre 4%, i bancari i titoli più colpiti

MILANO (Reuters) - Giornata da dimenticare per Piazza Affari, che ha lasciato sul terreno oltre il 4% sulle preoccupazioni per l‘andamento dell‘economia a livello globale e per le tensioni in Grecia.

Traders a lavoro. REUTERS/Eduardo Munoz

Il trend negativo ha accomunato tutte le principali borse europee e si è accentuato dopo la pubblicazione di alcuni deludenti dati macro americani.

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a settembre hanno infatti registrato un calo, così come i prezzi alla produzione, alimentando le preoccupazioni per la tenuta della domanda dei consumatori e per l‘andamento dell‘inflazione.

In Grecia il principale indice azionario ha perso oltre il 6% sui timori legati all‘eventualità di elezioni anticipate e all‘intenzione del governo di uscire prima degli accordi dal piano internazionale di assistenza finanziaria. Il rendimento dei titoli greci a dieci anni è salito oltre il 7,6%.

Tornando a Piazza Affari, a soffrire è stato soprattutto il settore bancario, che più risente dell‘allargamento dello spread sul debito Italia/Germania. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni oggi si è allargato fino 170 punti base, per poi ritracciare leggermente.

Le preoccupazioni per la crescita a livello globale non si sono riflesse solo sui mercati azionari, ma anche sulle quotazioni del greggio, con ripercussioni sui titoli energetici.

Il FTSE Mib ha chiuso in calo del 4,44%, il FTSE ALL Share il 4,25%. Volumi elevati, per 4,2 miliardi di euro. L‘indice paneuropeo FTSEurofirst 300 segna -3,14%.

Il settore bancario italiano ha archiviato la seduta con un -6,15%, mentre a livello europeo il comparto segna -3,02%. Le vendite hanno colpito soprattutto BANCO POPOLARE (-8,09%), BPER (-7,73%), MPS (-7,64%). UNICREDIT ha ceduto il 6,14%, INTESA SP il 5,85%.

Forte ribasso anche per MEDIASET (-6,37%).

Contengono le perdite GTECH (-0,87%) e LUXOTTICA (-1,38%), dopo il 12% circa perso in due sedute sulla scia della bufera ai vertici.

Pesante TENARIS (-4,75%), che ha pagato dazio alle previsioni sui prezzi del petrolio.

Debole anche TELECOM (-4,82%). Secondo i trader pesano le dichiarazioni dell‘AD Patuano che hanno allontanato nel tempo l‘ipotesi di cessione di Tim Brasil, anche se tra gli analisti molti pensano che tutte le opzioni siano ancora aperte.

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