10 ottobre 2014 / 11:49 / tra 3 anni

Italia, produzione risale in agosto, ma sotto attese

MILANO/ROMA (Reuters) - Torna a salire in agosto la produzione industriale italiana, ma meno delle previsioni, anche se alla luce degli ultimi dati europei gli economisti non giudicano troppo severamente i numeri odierni.

Dopo il -1% registrato a luglio, in agosto la produzione italiana è rimbalzata di uno 0,3% congiunturale, secondo i dati Istat pubblicati questa mattina.

Le stime degli economisti, elaborate in un sondaggio Reuters, indicavano una risalita dello 0,5%.

“Alla fine è andata anche leggermente meglio di quanto ci aspettassimo, visti i brutti dati di produzione appena usciti, specie quelli tedeschi” nota l‘economista di Citi Giada Giani.

La produzione tedesca di agosto - il dato è stato diffuso in settimana - ha fatto segnare una contrazione del 4% su base mensile, il dato peggiore dall‘inizio del 2009. In Francia la produzione è invece rimasta invariata in agosto. I dati della zona euro nel suo complesso sono invece in calendario per martedì prossimo, con previsioni che indicano un calo dell‘1,8% congiunturale.

STABILIZZAZIONE SU BENI DI INVESTIMENTO

I numeri odierni vanno comunque guardati nel contesto del dato particolarmente negativo di luglio, sottolineano gli economisti, che invitano decisamente alla cautela per quel che riguarda il trend della produzione nei prossimi mesi.

“In media non vedo grandi segnali di miglioramento, a parte una tendenza alla stabilizzazione della produzione di beni strumentali - importante per le prospettive degli investimenti - che nel secondo trimestre aveva visto una dinamica negativa” spiega Giada Giani.

La produzione di beni strumentali è salita dell‘1,6% su mese in agosto dopo il -1,9% del mese precedente; +2,3% per i beni di consumo, +0,3% per quello intermedi, mentre il comparto energetico ha fatto segnare un calo dello 0,3%.

“La produzione di beni di capitale e di consumo si è ripresa bene dopo il calo di luglio. Questo porta ad una stabilizzazione (...) nel periodo luglio-agosto, a confronto con la media del secondo trimestre. Contrariamente, la performance dei beni intermedi rimane debole” sottolineano gli economisti di Unicredit in una nota.

Rimane in rosso l‘andamento tendenziale della produzione italiana: -0,7%, dal -1,6% di luglio (rivisto dal -1,8% della lettura iniziale). Anche qui si tratta di un dato inferiore alle attese, fissate ad un -0,2%.

PRODUZIONE VISTA IN CALO SU TRIM3

L‘Istat sottolinea che nella media del trimestre giugno-agosto la produzione italiana è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre nella media dei primi otto mesi dell‘anno è scesa dello 0,1% su base tendenziale.

“Nonostante il rimbalzo di agosto, ci sta che su settembre si torni a vedere un calo, e quindi mi aspetto un saldo negativo della produzione sul terzo trimestre, attorno allo 0,7%” riprende Giada Giani. “Ci sono quindi buone probabilità che anche a livello di Pil in terzo trimestre si chiuda in negativo, noi ora stimiamo attorno ad un -0,2%”.

Sulla stessa linea gli economisti di Unicredit, secondo cui la risalita della produzione in agosto “non sarà probabilmente sufficiente a evitare un‘ulteriore contrazione dell‘output industriale nel terzo trimestre”, dopo il -0,4% del secondo.

Le ultime stime del Centro Studi di Confindustria davano una crescita della produzione dello 0,6% su mese in agosto, seguita da un nuova contrazione - pari ad uno 0,2% - in settembre.

“Le indagini congiunturali sulle aziende continuano a segnalare una perdita di spinta dell‘attività manifatturiera (...) e inoltre l‘attuale trend negativo nella produzione di beni intermedi anticipa probabilmente un‘ulteriore debolezza futura dell‘attività di investimento” spiega Unicredit che chiama in causa la debole congiuntura attuale del commercio globale, concentrata soprattutto nelle economie emergenti, e la percezione di rischi crescenti da parte delle aziende che le porta a tenere fermi i loro programmi di investimento.

Nell‘edizione di ottobre del World economic outlook, il Fmi ha tagliato le stime di crescita sull‘Italia ad un -0,2% per quest‘anno e ad un +0,8% per il prossimo. Il governo, che a fine settembre ha presentato le nuove stime macroeconomiche, vede ora una contrazione del Pil nazionale dello 0,3% nel 2014 mentre nel 2015 la crescita stimata è dello 0,6%.

- Ha collaborato Antonella Cinelli

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