25 settembre 2014 / 16:20 / tra 3 anni

Italia, Tesoro vede deficit 2014 al 2,8% con Pil -0,2/-0,3%, dice fonte governativa

ROMA, 25 settembre (Reuters) - A fronte di un‘economia vista in contrazione di 0,2/0,3 punti percentuali, l‘Italia dovrebbe chiudere il 2014 con un indebitamento al 2,8% del Pil.

Un mercato nel centro di Roma, 5 agosto 2011. REUTERS/Tony Gentile

È quanto riferisce una fonte governativa in vista del primo ottobre, giorno in cui il ministero dell‘Economia pubblicherà il nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica.

“Il deficit dovrebbe restare al 2,8% sia quest‘anno sia il prossimo”, spiega la fonte.

Rispetto ad aprile, quando il Tesoro aveva pronosticato una tasso di crescita dello 0,8%, la nuova stima per il Pil è inferiore di un punto percentuale.

Ocse e Confindustria prevedono un calo del Prodotto interno lordo dello 0,4%. Il Fondo monetario internazionale ha stimato -0,1% ma ha già annunciato una ulteriore revisione al ribasso.

L‘economia italiana dovrebbe crescere di “circa mezzo punto percentuale” nel 2015 a fronte del +1,3% indicato ad aprile, spiega la fonte.

A mantenere sotto controllo la dinamica dell‘indebitamento, nonostante il deterioramento della congiuntura, è il nuovo sistema europeo dei conti nazionali, il Sec2010.

Le nuove regole europee prevedono di includere nel Pil i contributi che derivano da commercio di droga, prostituzione e contrabbando di sigarette. Le spese per Ricerca e sviluppo (R&S) e armamenti sono valutate come investimenti. Gli effetti delle operazioni in derivati non incidono più sul saldo valido ai fini del Patto di stabilità.

La fonte conferma che l‘Italia vuole rinviare di 12 mesi, al 2016, l‘obiettivo di un deficit quasi a zero in termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum.

“Naturalmente questo è un aspetto che va concordato in sede europea”, spiega.

Allungare i tempi di risanamento del bilancio permette al Tesoro di non dover fare nel 2015 una correzione da circa 7-8 miliardi, destinando tutte le risorse disponibili a interventi di stimolo dell‘economia.

La legge di Stabilità avrà un valore di circa 20 miliardi, la maggior parte dei quali deriva dai tagli alla spesa pubblica.

“C‘è una certa consapevolezza della difficoltà nel raggiungere obiettivi così ambiziosi”, dice la fonte a proposito delle resistenze che i ministeri stanno mettendo in campo per limitare i tagli.

Sul fronte impieghi, al governo servono 7,3 miliardi (2,3 sui 10 necessari sono già a bilancio) per rendere permanente il bonus di 80 euro per i redditi medi e bassi.

Tra 4 e 6 miliardi sono necessari per rifinanziare tutta una serie di spese come la cassa integrazione in deroga, le missioni militari all‘estero, il cinque per mille e i rinnovi contrattuali per le forze dell‘ordine.

Alla riforma degli ammortizzatori sociali andranno 1,5-2 miliardi.

L‘istruzione dovrebbe assorbire 1 miliardo, mentre altri 2,4 miliardi serviranno a ridurre l‘Irap di ulteriori 10 punti.

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