July 8, 2020 / 11:06 AM / a month ago

Greggio stabile nonostante picco casi virus, aumento scorte statunitensi

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio scambiano poco mossi, recuperando le perdite di inizio seduta legate ad un aumento delle scorte statunitensi di greggio, mentre il crescente numero di casi di contagio da coronavirus negli Stati Uniti mette in dubbio la possibilità di una rapida ripresa della domanda di petrolio.

Una pompa petrolifera TORC Oil & Gas presso Granum, in Alberta, Canada. REUTERS/Todd Korol

Intorno alle 11,10 italiane, i futures sul Brent guadagnano 4 centesimi a 43,12 dollari il barile. I futures sul greggio Usa perdono 2 centesimi a 40,6 dollari il barile.

L’epidemia di coronavirus negli Stati Uniti ieri ha superato i 3 milioni di casi confermati, dopo che diversi stati hanno riportato picchi record di nuovi contagi.

Durante la scorsa settimana le scorte di greggio statunitense sono aumentate, anche se le scorte di benzina e distillati sono diminuite più del previsto, secondo i dati pubblicati da Api.

“L’immobilismo delle quotazioni visto ieri sul mercato petrolifero sta continuando questa mattina, anche se il sentiment è depresso da nuovi timori di un eccesso dell’offerta Usa... continua quindi la ricerca di un catalizzatore per spingere il petrolio al di là del suo range”, scrivono gli analisti PVM in una nota.

L’Eia ha stimato che la produzione di greggio negli Stati Uniti subirà una contrazione di 600.000 barili al giorno nel 2020, un calo inferiore a quello previsto in precedenza, pari a -670.000 barili al giorno.

Alcuni importanti ministri del gruppo Opec+ dovrebbero riunirsi settimana prossima per discutere il futuro dell’accordo sui tagli record alla produzione, che dovrebbero diminuire il mese prossimo.

L’Abu Dhabi National Oil Co (ADNOC) intende aumentare le sue esportazioni di petrolio ad agosto, il primo segnale che indica che i produttori Opec+ sono pronti a ridurre i tagli all’offerta. Lo riferiscono a Reuters tre fonti vicine alla questione.

La National Oil Corporation libica ha detto che la sospensione forzata della produzione, iniziata a gennaio, dovrebbe risultare in un calo della produzione a 650.000 barili al giorno nel 2022, rispetto a 1,2 milioni di barili al giorno raggiunti a inizio 2020.

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