July 3, 2020 / 1:38 PM / a month ago

Ubi riduce stima utile 2022, Covid impatta su costo credito per 85 pb in triennio

Logo di UBI Banca Popolare Commercio & Industria logo fotografato a Milano, Italia, 28 febbraio 2016 REUTERS/Stefano Rellandini

MILANO (Reuters) - Ubi Banca ha rivisto il piano industriale, presentato lo scorso 17 febbraio, pochi giorni prima dello scoppio dell’emergenza Covid-19 in Italia, riducendo l’obiettivo di utile netto al 2022 a 562 milioni dal precedente target di 665 milioni e con un Cet1 al 13,9% (dal 12,5% del piano originario).

L’impatto dell’emergenza Covid è stimato in 85 punti base sul costo del credito nell’arco del triennio 2020-22. Al 2022 il costo del credito è atteso a 62 punti base contro i 46 del piano originario e gli 87 di fine 2019. Sono attese rettifiche nette su crediti per 509 milioni al 2022 (dalla stima di 387 milioni nel piano originario) per un Npe ratio lordo al 7,2% (da 5,2%).

La stima di Cet1 è al netto del dividendo 2019 e calcolata prima di quelli del 2020, 2021 e 2022 evidenziando un excess capital di circa 840 milioni di euro che potranno essere distribuiti, corrispondenti a un cumulato di oltre 73 cent per azione nel triennio, dice una nota.

Le principali linee guida del piano sono confermate ma la banca ha rinviato a causa delle incertezze legate all’offerta di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo la definizione degli accordi di bancassurance, gli accordi sindacali per uscite e assunzioni e la rinegoziazione degli accordi di securities services.

Ubi ha deciso di internalizzare il comparto assicurativo di Aviva Vita dal 30 giugno 2021 acquistando la totalità della joint-venture di cui detiene il 20% con un impatto atteso sul Cet1 di 50 punti base. Già dal 2021 questa operazione avrà impatti reddituali positivi con un miglioramento annuo dell’utile netto di gruppo a regime nel 2022 di 40 milioni.

All’internalizzazione di Aviva Vita si accompagnerà l’integrazione di Bap Vita, di proprietà del gruppo.

Inoltre il gruppo intende valorizzare, anche con operazioni e iniziative di carattere strategico, partecipazioni e attività nel ‘merchant acquiring’ con un impatto atteso sull’utile netto di circa 350 milioni.

Gianluca Semeraro, Andrea Mandalà, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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