July 3, 2020 / 9:07 AM / a month ago

Zona euro, parziale ripresa attività a giugno su revoca misure lockdown - Pmi

LONDRA (Reuters) - Il crollo dell’attività economica della zona euro causato dalle misure di lockdown contro il coronavirus si è ridotto drasticamente a giugno grazie alla graduale riapertura delle imprese e al maggior numero di persone uscite dall’isolamento.

Bandiere dell'Unione europea fuori dalla Commissione europea a Bruxelles. REUTERS/Yves Herman

Il Pmi composito finale di Ihs Markit, considerato un indicatore dello stato di salute dell’economia, è rimbalzato a giugno a 48,5 da 31,9 a maggio. Si tratta di una rilevazione superiore alla stima preliminare di 47,5 e più vicina alla soglia dei 50, che distingue la crescita dalla contrazione.

Circa 11 milioni di persone sono state contagiate dal virus a livello globale, ma il numero dei casi riportati giornalmente è diminuito nella maggior parte d’Europa e i governi hanno revocato gradualmente le misure di contenimento.

“Il rimbalzo segnala una ripresa notevolmente rapida per la zona euro dalla recessione causata dalla pandemia di Covid-19”, ha detto Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit.

“Intanto, il miglioramento del sentiment delle imprese alimenta le speranze di una ripresa della crescita del Pil nel terzo trimestre”.

Un sondaggio condotto a giugno da Reuters stimava per il secondo trimestre una contrazione economica record del 12,5%, seguita però da una crescita del 7,9% nel trimestre in corso.

L’attività del settore dei servizi, dominante nel blocco, è migliorata a sua volta arrivando quasi alla crescita. Il Pmi finale servizi è salito a 48,3 da 30,5 di maggio, ben sopra la stima flash di 47,3.

Tuttavia, la domanda è comunque calata nonostante il taglio dei prezzi da parte dei rivenditori e le aziende hanno tagliato i posti di lavoro per il quarto mese consecutivo. La voce occupazione del settore servizi è aumentata a 43,9 dal 37,9, restando comunque tra le peggiori letture nella storia del sondaggio.

“Le aziende a giugno hanno continuato a riportare una debole domanda sottostante. Molte sono rimaste avverse al rischio, esitando a impegnarsi in spese e assunzioni a causa della persistente incertezza dell’outlook economico”, ha sottolineato Williamson.

E’ tornato però l’ottimismo per l’anno a venire. L’indice composito sulla produzione futura ha riguadagnato il territorio positivo, registrando una lettura di 56,9, da 46,8 di maggio.

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Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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