June 26, 2020 / 9:39 AM / a month ago

Italia, deficit/Pil al 10,8% in trim1 2020 con emergenza coronavirus - Istat

ROMA (Reuters) - Nel primo trimestre 2020, solo parzialmente interessato dall’emergenza sanitaria, l’indebitamento netto dell’Amministrazione pubblica in rapporto al Pil è stato pari al 10,8%, in peggioramento rispetto allo stesso trimestre 2019, quando si era registrato un deficit al 7,1%.

Una donna con indosso la mascherina passeggia in Galleria Vittorio Emanuele II all'inizio del lockdown in tutta Italia. Milano, Italia, 10 marzo 2020 REUTERS/Flavio Lo Scalzo/File Photo

Lo comunica Istat, dai cui dati emerge che lo stesso livello di deficit si era registrato nel primo trimestre del 2013.

L’incidenza del deficit sul Pil, spiega l’istituto, “è sensibilmente aumentata rispetto al primo trimestre del 2019 per la riduzione delle entrate e l’aumento delle uscite. Queste includono le spese straordinarie per cassa integrazione guadagni e varie tipologie di indennità relative al mese di marzo”.

Lo scorso aprile il governo, alle prese con le drammatiche ricadute del coronavirus sull’economia, ha fissato l’obiettivo per il deficit/Pil 2020 al 10,4%, rispetto al 2,2% stimato a settembre.

Ma l’esecutivo, secondo quanto riferito da una fonte governativa, prepara nuove misure del valore di 15-20 miliardi di euro che avrebbero l’effetto di portare il deficit quest’anno oltre l’11% del Pil.

Nel periodo gennaio-marzo il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi) è risultato negativo con un’incidenza sul Pil di -7,8% rispetto al -4,2% nel primo trimestre del 2019.

Anche il saldo corrente ha registrato un’incidenza sul Pil pari a -7,8%, dal -4,1% nel corrispondente periodo 2019.

La pressione fiscale è risultata del 37,1%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente in termini nominali e dell’1,7% in termini reali (potere d’acquisto). La propensione al risparmio è salita di 4,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 12,5%.

Istat precisa che le misure di sostegno ai redditi introdotte per contenere gli effetti negativi del Covid “hanno limitato in misura significativa la caduta del reddito disponibile e del potere di acquisto”, e che “a fronte della brusca contrazione della spesa per consumi finali delle famiglie legata alle misure di contenimento, è aumentato considerevolmente il tasso di risparmio”.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,3%, è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre prima. Il tasso di investimento, pari al 20,9%, è calato di 0,4 punti percentuali.

L’istituto di statistica sottolinea che le stime odierne risentono di problemi nella raccolta dei dati legati all’emergenza sanitaria.

L’Italia, con circa 239.700 contagi e quasi 34.700 decessi, è tra i Paesi più colpiti al mondo dal Covid-19. [nL8N2E25AH]

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