June 16, 2020 / 10:06 AM / 2 months ago

Consob, usare risparmio privato per bond stato irredimibili, capitale rischio imprese-Savona

Paolo Savona, presidente Consob, durante una conferenza stampa a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

MILANO (Reuters) - La canalizzazione del risparmio privato degli italiani verso obbligazioni pubbliche irredimibili da un lato e capitale di rischio garantito dallo stato nelle imprese dall’altro sono due azioni da condurre nell’immediato, secondo il presidente di Consob Paolo Savona.

“Un passaggio necessario è che la politica economica prenda in considerazione tra i suoi obiettivi la leva finanziaria, nella sua duplice configurazione, per le imprese, del rapporto tra capitale di rischio e indebitamento e, per il settore pubblico, delle forme di indebitamento per coprire lo squilibrio tra entrate e spese correnti”, spiega Savona nel discorso preparato per l’incontro annuale di Consob.

Tuttavia, secondo Savona, “con garanzie e incentivi all’indebitamento delle imprese si avrà un peggioramento della leva finanziaria e con emissioni pubbliche e crediti ottenibili dalla Ue tutti da rimborsare il rapporto debito/pil si innalzerà ulteriormente”.

Il presidente Consob propone dunque due linee di azione. La prima riguarda l’emissione di obbligazioni pubbliche irredimibili, “strumento tipico delle fasi belliche alle quali la vicenda sanitaria è stata sovente paragonata”, con un tasso di interesse pari al massimo dell’inflazione del 2%, target che la Bce si è impegnata a non superare, sottoscrivibili su base volontaria.

“Emettere titoli irredimibili sarebbe una scelta dai contenuti democratici più significativi perché, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle già in formazione e quelle che verranno”, spiega.

La seconda linea di azione è per le imprese “far beneficiare il capitale di rischio della garanzia statale, entro limiti e condizioni predeterminati, ma attuata in tempi brevi e in forme chiare e semplici”. Ciò eviterebbe “un ritorno non meditato dello Stato nelle imprese e consentirebbe ai piccoli risparmiatori di godere di garanzie capaci di azzerare il rischio delle proprie scelte per un periodo predeterminato”.

Secondo Savona l’esperimento potrebbe essere subito condotto con oltre 22.000 medie imprese, con preferenza per le oltre 10.000 esportatrici.

“Lo stato potrebbe agevolare la formazione di loro capitale proprio da parte di investitori, anche non istituzionali, per favorire l’azionariato popolare come richiesto dalla Costituzione, garantendo un ammontare medio unitario di 1 milione di euro; una volta raggiunto l’obiettivo, l’onere oscillerebbe da un minimo di 11 miliardi di euro a un massimo di 22, che si immetterebbero immediatamente nel circuito produttivo, con effetti positivi sulla leva finanziaria”, spiega.

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Elisa Anzolin, Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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