June 12, 2020 / 9:39 AM / 2 months ago

Atlantia brillante dopo trim1 sopra stime, attese per decisione governo

Il logo del Gruppo Atlantia presso la sede di Roma, Italia, 31 agosto 2018. REUTERS / Alessandro Bianchi

Scatto al rialzo per le azioni Atlantia sulla scia dei risultati del primo trimestre valutati dagli analisti migliori delle attese e, comunque, in balia delle notizie sul destino della concessione di Autostrade dopo che il premier, Giuseppe Conte, ha preso altre due settimane di tempo per decidere sulla revoca o meno.

Intorno alle 11,20 le azioni salgono del 5,7% a 14,62 euro, sui massimi di seduta, con oltre 720.000 pezzi scambiati a fronte di una media a 30 giorni di 1,9 milioni. Da inizio anno il titolo è in rosso per circa il 30%.

Atlantia ha chiuso il primo trimestre con una perdita di pertinenza del gruppo di 10 milioni, rispetto all’utile di 157 milioni di un anno prima. L’Ebitda è pari a 1.271 milioni, in diminuzione del 19% (-16% su base omogenea). I risultati riflettono l’impatto della pandemia causata dal Covid-19 sulle concessionarie autostradali e aeroportuali del Gruppo.

Secondo il broker Equita, “l’ebitda del primo trimestre è migliore grazie al Cile ed all’effetto del fair value dei fondi in Aspi”. Anche il debito netto è migliore, dice il broker. Quanto al contenzioso in atto con il governo, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova due anni fa, il broker scrive che “il premier Conte ha sottolineato che il governo deciderà a breve. Se non si arrivasse a un accordo entro il 30 giugno, ci attendiamo che Aspi chiedendo la risoluzione del contratto avvii una litigation legale”.

Stesso giudizio anche per Banca Imi che valuta i risultati “frazionalmente migliori delle attese sia sul fronte dei ricavi che dell’Ebitda, altamente impattati dal Covid sull’attività europea, soprattutto nel business aeroportuale”. “Complessivamente i risultati del primo trimestre non cambiano l’outlook che, come menzionato dalla società, resta altamente incerto sia per il quadro regolatorio non chiaro ma anche a causa della velocità della ripresa del traffico autostradale, della spesa dei consumatori e della propensione delle gente a viaggiare”.

Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro

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